Collegare l’isola alla terraferma. La soluzione per avviare la chiusura della centrale termoelettrica, dopo anni di inquinamento

di Fabio Pace

La sezione trapanese di Italia Nostra individua nella dismissione della centrale termoelettrica di Favignana, e nella interconnessione con la rete elettrica della terraferma, la soluzione alla grave forma di inquinamento causata dall’impianto di produzione di energia nell’isola. Per l’inquinamento dell’area attorno alla centrale, attraverso “acque di scarto industriali”, definizione di una interrogazione parlamentare del dicembre scorso, il prossimo 26 febbraio sarà celebrata l’udienza nel corso della quale il Gup deciderà se rinviare a giudizio Filippo Giuseppe Accardi, amministratore della Sea, la società che gestisce la centrale termoelettrica di Favignana, accusato di inquinamento ambientale, aggravato dal fatto che è stato compiuto nell’ecosistema dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi. Italia Nostra sostiene la dismissione della centrale, a prescindere dall’esito della udienza e complessivamente della vicenda giudiziaria. Anche Legambiente Sicilia, che si costituirà parte civile nell’eventuale processo, ha affermato che l’obiettivo è quello di chiudere le centrali a gasolio nelle isole minori, che in particolare a Favignana si deve lavorare per realizzare il collegamento a terra con l’elettrodotto. Per stessa ammissione di una relazione tecnica della Sea, presentata per chiedere lo spostamento della centrale, l’inquinamento, nel corso di un decennio, ha raggiunto anche la falda acquifera.