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Rinvio a Giudizio per Antonio Vaccarino, accusato di concorso in rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento personale con l’aggravante mafiosa. L’ex sindaco di Castelvetrano era stato arrestato lo scorso 16 aprile assieme al tenente colonnello Marco Alfio Zappalà della DIA di Caltanissetta, e Giuseppe Barcellona, appuntato scelto dei carabinieri di Castelvetrano. Secondo l’accusa Vaccarino avrebbe ricevuto da Zappalà la trascrizione di un’intercettazione telefonica che avrebbe girato a Vincenzo Santangelo, proprietario di una ditta di pompe funebri e considerato vicino a Cosa Nostra. A parlare nella telefonata sono due soggetti che si riferiscono proprio a Santangelo, accusandolo di non aver fatto pagare le spese del funerale ai familiari del pentito Lorenzo Cimarosa. Nel corso della conversazione, i due avrebbero anche fatto riferimento ad alcuni luoghi in cui Matteo Messina Denaro avrebbe trascorso la sua latitanza. Questo stralcio delle intercettazioni, però, non sarebbe mai arrivato nelle mani di Vaccarino. In merito al rinvio a giudizio sono intervenuti gli avvocati dell’ex primo cittadino, Giovanna Angelo e Baldassare Lauria, che attraverso una nota affermano di essere “certi che in dibattimento la vicenda si chiuderà con l’assoluzione”. I due legali sottolineano inoltre come 15 giorni dopo l’arresto di Vaccarino la misura cautelare in carcere venne sospesa dal tribunale del Riesame per insufficienza di prove. Il provvedimento venne poi annullato con rinvio dalla Cassazione su ricorso dei pm della Dda di Palermo.