Anche la sezione trapanese dell’associazione si schiera contro il progetto della società Marina Bay.

di Fabio Pace

Una delegazione del direttivo di Italia Nostra, sezione di Trapani, ha incontrato il Sindaco di San Vito Lo Capo, Giuseppe Peraino, per acquisire informazioni dirette sul progetto del nuovo porto turistico presentato da “Marina bay srl” che, in una prima stesura, prevedeva la cementificazione di 115.000 metri quadrati di superficie di fascia costiera e di spiaggia per la costruzione di una serie di immobili. Per Italia Nostra appare «legittimo e motivato il grido d’allarme lanciato da tutta la popolazione, (una parte della quale costitutosi nel comitato “NoMarineResort”) amministratori compresi». Italia Nostra Trapani, malgrado sia a conoscenza che la società Marina bay abbia ritirato il progetto, ma con l’intenzione di presentarne uno modificato, «ha comunque voluto incontrare il Sindaco per manifestare la ferma contrarietà alla costruzione di strutture, completamente avulse dal contesto territoriale che, con l’abbaglio di grandi investimenti, sacrificano la bellezza del territorio sull’altare della speculazione edilizia». Per Italia nostra si tratta di «ecomostri che vanno ad alterare i fondali con variazioni del moto ondoso e conseguente insabbiamento o erosione di spiagge e costa». Durissimo il giudizio dell’associazione che parla, più genericamente, di «ecomostri costruiti sfruttando la legge Burlando che, nata con l’intento di definire e rendere agevoli e brevi le procedure per la costruzione di porti turistici, di fatto viene utilizzata come lasciapassare per la costruzione di residenze e servizi di lusso privati su beni demaniali pubblici». Il sindaco Peraino ha rassicurato la delegazione di Italia Nostra affermando che l’amministrazione antepone la compatibilità ambientale delle proposte produttive alla mera speculazione e ha dichiarato che ogni altra iniziativa della Società Marina Bay o di altri proponenti sarà resa nota alla città e a tutte le associazioni per una preliminare valutazione e condivisione prima che possa esserne deliberata l’approvazione.