Questa sera al Seminario di Trapani confronto in preparazione dell’incontro di Bari tra i Vescovi del Mediterraneo

Costruire un mondo di pace è una scelta: di tipo etico, religioso, sociale, politico, per opportunità, per convinzione o per passione civica, come imperativo morale. Quale che sia il motivo, costruire la pace, gettare ponti tra i popoli, anziché alzare muri, è la scelta che ha fatto la chiesa Cattolica che nell’incontro “Mediterraneo, frontiera di pace” porterà a Bari dal 19 al 23 febbraio i vescovi di diciannove Paesi affacciati sul nostro mare e si concluderà con la celebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco. Trapani si prepara all’evento di Bari con il coordinatore del comitato organizzatore e vice-presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il vescovo Antonino Raspanti, che fu parroco nei nostri territori. «Il cantiere di un sentiero di pace», momento di riflessione e spiritualità che gli eventi delle ultime settimane, in Iran, Iraq, Libia e in tutto il Medioriente e Nordafrica, rendono di particolare rilievo è un incontro aperto al pubblico che si terrà questa sera con inizio alle 19 presso il Seminario Vescovile (via Cosenza, 90 Erice Casa-Santa). Nell’ambito del percorso “artigiani di pace”, promosso dalla Scuola teologica-pastorale “Una casa per narrare”, Mons. Raspanti presenterà il metodo e i contenuti del “vertice di fraternità” di Bari tra le chiese del mediterraneo.