Una ipotesi su cui lavorano tre procure

di Fabio Pace

La Procura della Repubblica di Agrigento, e con estrema probabilità anche le Procure di Trapani e Marsala, sta indagando su un possibile naufragio al largo delle coste trapanesi di un natante che avrebbe trasportato droga prelevandolo in mare in punti concordati da una “nave madre”, forse un peschereccio o un piccolo cargo. L’imbarcazione naufragata potrebbe essere un motoscafo d’altura veloce, o forse un gommone con motori fuoribordo con poche persone di di equipaggio, due o tre. L’ipotesi investigativa fonda sui diversi carichi di hashish ritrovato dall’inizio di gennaio sulle spiagge agrigentine, trapanesi e marsalesi (gli ultimi 4 kg sono stati trovati lunedì a San Leone, la spiaggia degli agrigentini, e qualche giorno prima un ritrovamento simile era avvenuto lungo le spiagge marsalesi). Dal presunto punto del naufragio, bel oltre le isole Egadi, forse in un punto a sud-ovest dell’arcipelago le correnti potrebbero essere riuscite a trascinare a Nord e a Sud gli involucri che, verosimilmente, erano stati creati per essere impermeabili e galleggiare. Finora sono stati trovati 170 kg di hashish suddiviso in panetti. La droga ritrovata viene messa in collegamento dalle varie procure che indagano al ritrovamento di tre uomini trovati morti in mare e vestiti con mute da sub, e rimasti anonimi. Un corpo è stato recuperato a Cefalù, il 31 dicembre scorso; una settimana dopo, il secondo a Castel di Tusa; un terzo in contrada Ginestra, a Termini Imerese, lungo il litorale del Palermitano. Uno di essi calzava scarpe da ginnastica, anziché delle pinne come ci si attenderebbe da un sub. Potrebbe trattarsi, per almeno due di loro la cui morte viene fatta risalire, dai primi rilievi cadaverici, allo stesso periodo, dell’equipaggio del natante naufragato?