Bocciato dall’ARS dove la maggioranza va sotto e cade nella trappola delle opposizioni

La Regione Siciliana è nel caos. Uffici e assessorati potranno andare avanti in gestione provvisoria ancora per alcune settimane ma senza un documento contabile, anche l’esercizio provvisorio, la conseguenza è il blocco totale di spese correnti, pagamenti, accreditamenti. È il risultato di quanto accaduto ieri all’Assemblea Regionale Siciliana che ha approvato un emendamento soppressivo dell’articolo 1 del disegno di legge che autorizza l’esercizio provvisorio del bilancio per tre mesi. La soppressione del primo articolo del DDL ha di fatto reso impossibile la prosecuzione dei lavori, come spiegato anche dal presidente Gianfranco Miccichè che li ha sospesi. L’emendamento messo ai voti è stato presentato dal M5s, mentre il Pd ha chiesto il voto palese, a quel punto Miccichè ha aperto la votazione e l’articoli 1 del disegno di legge è stato soppresso, facendo venire meno l’impianto del testo. Di fatto la maggioranza di centrodestra non ha retto l’urto di un attacco frontale delle opposizioni, forse fin troppo spinto, visto le estreme conseguenze: un colpo mortale non solo per migliaia di lavoratori i cui stipendi sono a rischio, come per esempio Lsu, Resais e Pip, ma in generale per l’attività amministrativa che di fatto verrebbe bloccata, al netto delle sole spese essenziali, colpendo gli enti locali. Miccichè ha convocato la conferenza dei capigruppo e intanto la maggioranza è chiamata a interrogarsi. Solo 27 deputati di maggioranza hanno votato il Ddl dell’esercizio provvisorio.