La sindaca Toscano prosciolta.

Non usò impropriamente l’auto di servizio. Il GIP ha archiviato il caso: notizia di reato infondata sull’utilizzo dell’auto istituzionale concesso alla consigliera Miceli.

Il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Trapani ha disposto l’archiviazione del procedimento a carico della Sindaca Daniela Toscano che era stata accusata di peculato ed abuso di ufficio per l’utilizzo improprio della vettura di rappresentanza. Ne ha dato notizia in tarda serata la stessa sindaca Toscano specificando che il Giudice «ha ritenuto infondata la notizia di reato non sussistendo alcuna condotta illecita». I fatti risalgono al novembre 2018. La Sindaca Toscano consentì l’utilizzo della vettura di rappresentanza alla consigliera Miceli perché questa potesse assicurare la propria la presenza in una seduta del consiglio comunale. «L’utilizzo della vettura – si legge nell’ordinanza – avvenne per finalità istituzionali».
Daniela Toscano ha affermato di essere stata sempre «del tutto serena» e di avere appreso «con viva soddisfazione la decisione del GIP». Il pronunciamento del GIP secondo Daniela Toscano dimostra «quanto sono pretestuose le denunce di taluni soggetti politici che sconoscono leggi e regolamenti nonostante le cariche pubbliche che ricoprono». Una stoccata nei confronti di Alessandro Manoguerra, il consigliere dal quale partì l’esposto. «Il provvedimento di archiviazione – ha detto la sindaca – ha riconosciuto la legittimità del mio operato, come sempre lo è stato in questi anni di amministrazione, e sono certa che a questo ne seguiranno altri come nel caso del procedimento per danno ambientale, già archiviato, poiché troppo spesso si è speculato sulla mia persona per fatti rappresentati come reati senza che di reato avessero proprio nulla». Infine Daniela Toscano coglie la palla al balzo per rigettare l’ultima recentissima vicenda agitata da alcuni consiglieri: «Nessuna condanna è stata inflitta alla sottoscritta: molto più semplicemente la procura ha ritenuto di attivare un procedimento speciale, appunto il decreto penale, che peraltro insigni giuristi, nel passato anche recente, hanno tacciato di essere un istituto troppo legato al vecchio codice inquisitorio. Detto ciò, ad oggi, nessun decreto penale è stato notificato né a me né al mio difensore. Quando e se mi verrà notificato questo fantomatico decreto, poiché non si tratta di una vera condanna come i miei avversari politici e certa stampa vorrebbe far credere, provvederò tempestivamente a proporre opposizione ed a chiedere il giudizio ordinario, certa, come sono, che un giudice terzo non potrà che riconoscere la mia estraneità ai fatti contestati».