ANCI Sicilia: «La Regione Intervenga per rimuovere un vincolo legislativo che vige dal 2016»

Anche l’ANCI Sicilia denuncia la carenza di organico della Polizia Locale nei comuni «frutto di una legislazione che (su tutto il territorio nazionale, ndr) per un decennio ha imposto una drastica riduzione del personale in servizio ed un aumento dell’età media». A Trapani, capoluogo di 66mila abitanti, per citare un esempio a noi vicino e noto, sono in servizio circa 60 vigili urbani. L’ultimo concorso per la polizia municipale di Trapani è stato bandito nel 1979, quasi 40 anni fa. A fronte di questi dati, analoghi con numeri e percentuali diverse nei 390 comuni siciliani, al personale della Polizia Locale, sottostimato e inadeguato a un pieno svolgimento dei carichi di lavoro, anche a seguito del recente protocollo Anci-Ministero dell’Interno, sono state assegnate funzioni aggiuntive in ambito di sicurezza stradale e di controllo sulla viabilità nelle aree di maggiore rischio. «Si tratta di un’emergenza che riguarda certamente tutti i Comuni italiani alla quale si è cercato di porre rimedio con norme eccezionali sulle assunzioni di agenti di Polizia locale, che però da quest’anno non sono più in vigore» hanno dichiarato Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di ANCI Sicilia. «In Sicilia la situazione è ancora più grave rispetto al resto d’Italia – continuano Orlando e Alvano – considerato che dal 2016 permane il divieto di assunzione di nuovo personale della polizia locale a causa della mancata definizione della dotazione del personale di polizia provinciale di città metropolitane e liberi consorzi comunali. Si assiste infatti al paradosso che anche i comuni in condizione di bandire i concorsi, a causa di tale vincolo, sono costretti, a scapito della sicurezza dei cittadini, a limitarsi all’impiego delle poche unità di personale in servizio». L’ANCI Sicilia chiede che, non soltanto che in ambito nazionale, vengano reintrodotte le norme sull’assunzione del personale di polizia locale vigenti fino al 2019, e che in ambito regionale si intervenga introducendo una norma che faccia cessare l’«assurdo vincolo legislativo» del 2016.