Non c’è Erice; la sindaca Toscano spiega perchè

di Fabio Pace

La sindaca di Erice, Daniela Toscano, in una nota alla stampa ha spiegato la scelta di non costituire parte civile l’amministrazione comunale davanti al GUP presso il Tribunale di Palermo nel processo “Scrigno”. Una scelta che, sottolinea, «è frutto di una cultura garantista che sempre ha contraddistinto la nostra l’amministrazione comunale. Garantisti lo si è sempre o non lo si è mai! Sarebbe stato facile, probabilmente, visto il coinvolgimento nella vicenda giudiziaria di esponenti dell’opposizione, costituirsi fin da subito parte civile nel processo. Ciò detto, quando e se ci sarà un rinvio a giudizio da parte del GUP, dopo aver valutato i vari titoli di reato per i quali lo stesso emetterà il relativo decreto, il comune di Erice provvederà a costituirsi parte civile nel corso della prima udienza dibattimentale, così come previsto dal codice di procedura penale». Attendere che il GUP valuti i diversi titoli di reato, in effetti, potrebbe consentire alla amministrazione comunale di costituirsi parte civile esercitando un discrimine tra le diverse responsabilità. In effetti il GUP di Palermo, nell’ammettere le amministrazioni comunali di Trapani, Paceco, Valderice, Favignana e Campobello di Mazara ha ristretto la legittimazione delle costituzioni di parte civile solo contro gli imputati di associazione mafiosa (416 bis, codice penale) escludendole per gli imputati del delitto di voto di scambio (416 ter codice penale). Una doverosa precisazione cui non avevamo posto rilievo in un precedente servizio e che invece va assolutamente fatta nel rispetto delle singole posizioni processuali dei 29 imputati coinvolti nella inchiesta dei carabinieri sui nuovi intrecci tra mafia, politica ed imprenditoria.