Il Comune di Trapani chiede la messa in sicurezza di un immobile ormai divenuto un rudere e che la Regione sembra aver dimenticato di possedere

di Fabio Pace

Il Comune di Trapani ha inviato una diffida al Dipartimento Regionale Ambiente perché provveda alla messa in sicurezza dell’immobile ubicato tra via Scudaniglio e via Vallona. Pochi conci di tufo e un tetto per una stazione di rilevamento in disuso e completamente in abbandono e ormai divenuta un rudere in piena area urbana. Una richiesta di intervento sull’immobile, per evitare pericoli per la pubblica incolumità, e di ripristino nel rispetto del decoro urbano, era stata già avanzata nel maggio dello scorso anno, corredata di una relazione di servizio della protezione civile. In assenza di una risposta compiuta, di comunicazione di inizio e fine dei lavori è partita la diffida. Il comune chiede la messa in sicurezza del fabbricato mediante consolidamento strutturale o, in alternativa, se l’immobile non è funzionale ai compiti di istituto del Dipartimento Ambiente, la demolizione. La diffida è stata inviata in forza dell’art. 26 del Regolamento di Edilizia Comunale che recita: “Ogni proprietario ha l’obbligo di mantenere ogni parte del proprio edificio in stato di normale conservazione in relazione al decoro e all’estetica dell’ambiente”. L’art. 44 dello stesso Regolamento recita: “I proprietari hanno l’obbligo di provvedere alla manutenzione in modo che tutte le loro parti mantengano costantemente i requisiti di stabilità e di sicurezza richiesta dalla normativa vigente”. Infine il decreto legislativo 267/2000 attribuisce al Sindaco il potere di adottare le ordinanze contingibili e urgenti per “…superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana…”. Il Dipartimento Ambiente ha quindici giorni dalla data di notifica per eseguire. Alla Polizia Municipale il compito di vigilanza sulla esecuzione.