Prima puntata di una nostra inchiesta sulle diatribe che investono i soci dell’Ente che gestisce il Lazzaretto di Trapani.

Quelle che continuavano a rimanere solo voci di corridoio tenute a bada e soppresse sul nascere, sono ormai di dominio pubblico. Dentro la Lega Navale di Trapani è scoppiato un vero e proprio bubbone di natura societaria, economica e a breve probabilmente anche giudiziaria. Un cataclisma reso ufficiale in dodici pagine di denuncia circostanziata con tanto di raccomandata A/R inviata all’attuale presidente della sezione trapanese della Lega Navale Italiana e corredato anche da una ferma presa di posizione da parte di un comitato spontaneo di soci della stessa nato in dissenso con le reiterate decisioni, tendenti al prolungamento di una malattia che, necessariamente, sembrerebbe portare al collasso l’Ente Morale trapanese.

L’Associazione è preposta a servizi di pubblico interesse a norma della Legge 20 marzo 1975, n. 70 ed è sottoposta alla vigilanza del Ministero della Difesa e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ai quali compete il potere di approvazione dei bilanci e rendiconti, fermo restando ogni ulteriore adempimento previsto dalla normativa vigente.

La realtà odierna vede la LEGA NAVALE ITALIANA, come “Ente di diritto Pubblico” ed “Ente pubblico preposto a servizio di pubblico interesse” posto sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica. Il suo attuale statuto pone come finalità, quella di diffondere, in particolare fra i giovani, l’amore per il mare e la conoscenza dei problemi marittimi, di favorire la tutela dell’ambiente marino e delle acque interne, di sviluppare e promuovere iniziative culturali, didattiche, naturalistiche e sportive, in particolare la pratica del diporto nautico.

Come appare evidente, dunque, ogni sezione della Lega Navale Italiana è ben più di un semplice circolo o club esclusivo “dove si gioca a fare affari”.

A Trapani la Lega Navale ha sede nell’ex edificio storico del “Lazzaretto” 1.136 metri quadri di fabbricati e 1.925 metri di aree scoperte esterne, in un edificio storico ed unico nel suo genere, per l’uso del quale paga una cifra tutto sommato irrisoria e questo anche in virtù del fatto che si tratti di un Ente Morale. Per potere usufruire del bene pubblico, però, come tutte le attività con partita iva o codice fiscale, anche la Lega Navale deve produrre la documentazione che attesta la regolarità fiscale e il rispetto delle norme vigenti.

La Lega Navale, stando alla formale denuncia di cui siamo venuti in possesso, si trovava a dover fare fronte ad una enorme situazione debitoria di circa 450mila euro portata da cartelle esattoriali di Riscossione Sicilia per Iva non versata negli anni, omessi contributi dei dipendenti ed omessi versamenti di imposte e ritenute. Per questo debito è stata scritta la parola fine, grazie alla rottamazione delle cartelle esattoriali. Empasse superata, pertanto, ma non la diatriba interna.

Come sempre, riteniamo anche stavolta, la verità sta in mezzo. Abbiamo ascoltato le parti e nei prossimi giorni approfondiremo la questione.

Nicola Baldarotta