Seconda puntata della nostra inchiesta sull’Ente Morale trapanese

La Lega Navale, stando alla formale denuncia di cui siamo venuti in possesso, si trovava a dover fare fronte ad una enorme situazione debitoria di circa 407mila euro portata da cartelle esattoriali di Riscossione Sicilia per Iva non versata negli anni, omessi contributi dei dipendenti ed omessi versamenti di imposte e ritenute. Per questo debito è stata scritta la parola fine, grazie alla rottamazione delle cartelle esattoriali. Rottamazione che consentì l’abbassamento del debito a 282mila euro. Soldi che vennero recuperati grazie all’intervento dei soci titolari di posto barca che hanno pagato la pendenza con lo Stato a seguito dell’aumento straordinario, pari quasi al raddoppio, del costo annuale dei posti barca-ormeggio.  Un anticipo di somme che, da adesso in poi, potrebbe essere rimesso ai vari soci che lo hanno sostenuto. Un’altra congrua somma venne recuperata procedendo alla trasformazione del contratto di lavori di alcuni dipendenti da tempo pieno a part-time.  Inutile dire che la soluzione individuata non è piaciuta ad alcuni dei soci che, invece, chiedevano e chiedono ancora  che si proceda con una sorta di indagine interna per  verificare eventuali  responsabilità solidali dei precedenti presidenti , consigli direttivi e revisori dei conti, tempo per tempo, in carica nel periodo di formazione dei debiti  fiscali riconosciuti.

I debiti, quei 400 mila euro circa divenuti poi 280mila circa, sono stati comunque onorati e l’empasse è stata superata. Ma non la diatriba interna perchè c’è chi sostiene che la cifra dei debiti sia frutto di una mala gestione della Sezione da parte di chi, negli ultimi 15/16 anni ha ricoperto cariche direttive. Soggetti che, stando all’esposto in nostro possesso, sarebbero protagonisti di fatti e vicende che avrebbero portato al quasi collasso della L.N. di Trapani.  Gli stessi soggetti che, stando alle accuse, sembra abbiano fatto di tutto per sviare l’attenzione dei soci dalla realtà e verità dei fatti e dalla reali cause che hanno determinato i rilevanti debiti della sezione e il quasi dissesto.

La denuncia in nostro possesso parla chiaramente di attività lucrativa esercitata abusivamente, di fatture gonfiate o comunque non conformi alle spese sostenute, di assunzioni in più per favorire amici o parenti, di posti barca non pagati e così via.

Precisiamo subito, a scanso di malintesi, che siamo in possesso di questa denuncia da tempo e, ai fini della corretta informazione, abbiamo affrontato la questione doverosamente anche con l’attuale presidente della Lega Navale Trapani, cioè l’avvocato Nicola Di Vita che si è subito messo a disposizione.  Ci risulta, comunque, che a giorni verrà presentata una formale denuncia alla Procura della Repubblica di Trapani da una delle nostre fonti che tuteliamo, ovviamente, come impone il segreto professionale nei confronti delle fonti. Siamo disponibili, comunque, come abbiamo sempre dimostrato in tre decenni di attività giornalistica a dare tutte le informazioni necessarie all’Autorità Giudiziaria qualora questa ritenesse opportuno sentici come persone informate dei fatti. Questa precisazione è d’obbligo poiché ieri è stata diffusa ad alcuni soci una comunicazione nella quale viene specificato che verranno chiesti chiarimenti a TELESUD, circa il contenuto del servizio mandato in onda sabato nel TG. Come sempre, animati solo da spirito di informazione e non da altro, siamo in grado di dimostrare su quali basi abbiamo redatto i nostri testi.

E se ci stiamo infilando in questioni private, come del resto è la sezione trapanese della Lega Navale, è perché – come specificato sabato – si tratta di un “Ente Morale preposto a servizio di pubblico interesse” posto sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica. Persegue fini nobili, detto in parole semplici.

Cosa riporta, per sommi capi, la denuncia?

–        Che negli anni passati si esercitò abusivamente attività lucrativa come riparazioni di apparecchiature elettroniche di bordo per imbarcazioni e pescherecci, utilizzando in comodato gratuito locali del Lazzaretto a disposizione della Lega Navale.

–        Che quando venne organizzata la consueta assemblea generale dei soci, manifestazione che ogni anno viene ospitata in una delle sezioni della Lega in tutta Italia, a fronte di contributi per 25mila euro vennero spesi oltre 80mila euro per pranzi e cene, 25mila euro per spese noleggio bus, imbarcazioni, cadeau ed altri 20mila per spese sostenute dalla Ustica Lines. Oltre centomila euro di spese, quindi, a fronte dei 25mila erogati.

–        Che qualche socio, con ruoli apicali nel consiglio direttivo, non versò la quota di assegnazione del posto barca (pari a 4000 euro per ogni posto barca), che alcuni non pagavano la quota ormeggio per l’intero importo o comunque non come dovuto in base ai regolamenti interni alla Lega Navale. A questi vanno aggiunti Trattamenti di favore nei confronti di altri soci

–        Assunzioni di personale non necessario

–        Assunzioni di parenti con qualifiche non conformi a quanto, invece, stabilito dal regolamento della LEGA stessa che vieta ai membri del Consiglio Direttivo e loro familiari di svolgere attività lucrativa di qualsiasi natura nell’ambito della sezione.

–        Ed ancora, riparazioni di imbarcazioni a carico della Lega ma non dovute

–        Pagamenti senza pezze d’appoggio ufficiali

–        Posti barca e costi ormeggio non effettivamente corrisposti

E molto altro. Situazioni che, capiamo bene, rasentano anche le ripicche personali e prese di posizioni di certo non confacenti ad un Ente Morale come la Lega Navale.

Nel frattempo un capro espiatorio, forse più di uno, è stato individuato ma la richiesta di alcuni soci della Lega di far pagare quota parte i debiti emersi a chi, negli anni, ha ricoperto ruoli direttivi non ha mai avuto seguito.

Per fare luce su questo ed altri aspetti, com’era doveroso, abbiamo chiesto apposito incontro formale all’attuale presidente della Lega Navale. Domani ve ne daremo conto nella terza puntata di questo viaggio nell’Ente Morale Lega Navale di Trapani. Dichiarazioni che confutano le affermazioni contenute nell’esposto in nostro possesso e che saremo ben lieti di fornirvi.

Nicola Baldarotta