La Procura federale deferisce il patron granata che vuole affrontare il giudizio.

Dopo l’avviso di conclusioni indagine dei mesi scorsi, si attendeva il consequenziale atto di deferimento della Procura Federale a Fabio Petroni “per aver rivestito contemporaneamente, per il tramite di società da lui controllate il ruolo di socio nel Trapani Calcio e nel Juve Stabia dal 21 giugno al 9 luglio 2019”. Accusa che l’ufficio inquirente della Figc aveva già messo nero su bianco lo scorso mese di novembre. Assieme a lui, a vario titolo, è stato chiesto il deferimento anche per Edoardo Comito, Antonio Parente e Maurizio De Simone. L’ex amministratore delegato del Trapani Calcio, invece, dovrà rispondere “di non aver fornito,  entro 30 giorni dalla stipulazione dell’atto d’acquisto di quote del Trapani Calcio in misura superiore al 10% del capitale sociale, avvenuta in data 6 giugno 2019, la documentazione attestante i requisiti di onorabilità e di solidità finanziaria previsti dal Regolamento federale. Petroni, da parte sua, ribadisce serenità sulla vicenda convinto di dimostrare la sua estraneità in giudizio per i fatti contestati, così come più volte affermato pubblicamente dopo l’avviso di conclusione indagini. Il patron di Alivision Transport, infatti, rigettò anche la possibilità di un patteggiamento per chiudere la vicenda. Cosa che, invece, ha fatto il sodalizio granata prima di Natale con una multa di poche migliaia di euro, anche per evitare ogni ricaduta sui contributi di Lega che, com’è noto, vengono erogati a rate nel corso dell’anno. Ad ogni modo, il procedimento, qualunque sia il suo esito finale, non avrà alcuna conseguenza, diretta o indiretta, sul Trapani Calcio.