Un momento di sintesi. Un chiarimento necessario, per tutti. Per i protagonisti di una vicenda ‘rumorosa’, e per la città. Oggi alle ore 18 al Palazzetto dello Sport l’Assessore Andrea Baiata incontrerà gli organizzatori della serata di Carnevale di ieri, e i ragazzi protagonisti di un episodio reso noto dagli stessi su facebook, che da stamattina fa tanto discutere fuori e dentro i social. Si tratta di ragazzi di colore, che hanno ‘denunciato’ con un post di non essere riusciti ad entrare e a partecipare alla serata danzante, senza alcun motivo, dopo aver atteso per il regolare ingresso e dopo aver avuto restituiti i soldi del biglietto. Un comunicato stampa del Comune dopo qualche ora ha reso noto che l’Amministrazione ‘stava verificando come fossero andati i fatti che, se confermati, non possono che avere la nostra ferma condanna, cui seguiranno i provvedimenti del caso. Al momento, comunque, solo una scrupolosa acquisizione degli elementi utili per capire cosa sia realmente accaduto in merito a ieri sera al Palasport dove era in corso una serata di Carnevale’. Il sindaco, Alberto Di Girolamo, ha confermato che si stava anche verificando se risulti esser vero, come ha confermato qualcuno, la presenza di altri giovani di colore all’interno della sala. La città, come prevedibile, si è divisa in due: chi si è indignato per quanto appreso, magari per la gestione superficiale della vicenda, facilmente interpretabile come animata da atteggiamento razzista, e chi invece ha evidenziato che il razzismo non c’entra nulla ma che, come riportato da un organo di informazione, il motivo vero del rifiuto all’ingresso è stato il riconoscere, da parte degli operatori incaricati, in qualcuno di questi ragazzi, dei potenziali disturbatori della serata.

“Sta a voi se credermi o meno – dice Ali Omar Fofana, il giovane che ha segnalato l’episodio su fb – di certo, non mi alzo un giorno e decido di dire fesserie su una piattaforma PUBBLICA. Sono sempre più deluso e, nonostante quello che è successo, ci prendono pure per bugiardi, quali non siamo. Quale sarebbe stato il mio scopo se fosse tutta una gran menzogna? Non mi pento di aver reso pubblico quello che è accaduto ieri sera, mi pento soltanto di non aver chiamato le forze dell’ordine, sarebbe stata una prova schiacciante, ma siccome mi reputo una persona educata, come i miei amici alla fine, non volevo rovinare magari la serata alle persone che erano lì per divertirsi. Persino in un articolo ci hanno presi per dei drogati, ubriaconi: dichiarazioni molto forti e false; questo articolo non fa altro che far aumentare atteggiamenti razzisti. Spero che possiate credermi, la prossima volta agirò per come è giusto agire e chiamerò le forze dell’ordine visto che c’è poca fiducia in noi. Mi è servito come lezione per le cose che avverranno in futuro”.

Amarezza, quindi, nelle sue parole, rafforzate dalle dichiarazioni di Maria Augugliaro, che nella pagina facebook del sindaco di Marsala, scrive: “Posso dire che i ragazzi erano accompagnati da ragazze marsalesi, tra cui io. Avevano appena aperto il locale, intorno alle 23 e 30, eravamo un gruppo, una ragazza marsalese con il suo ragazzo di colore sono entrati e aspettavano gli altri, cosa è accaduto? Hanno lasciato per ultimi della fila gli altri ragazzi di colore e quando è arrivato il loro turno non li hanno fatti entrare, dicendo di andare al botteghino e farsi restituire i soldi. A questo punto ho chiesto spiegazioni del perché non li hanno fatti entrare visto che eravamo tutti assieme, e non mi hanno saputo dare nessuna spiegazione, perché a parer mio non c’era nessuna motivazione. Noi siamo stati quasi i primi ad arrivare e dentro il locale non c’erano troppe persone e nemmeno un ragazzo di colore, fino a quando siamo rimasti, quindi possiamo capire che i ragazzi di colore potevano entrare solo se accompagnati da ragazzi o ragazze non extracomunitari. Mi spiega se questo è o non è razzismo?

Importante l’incontro voluto per questo pomeriggio dall’Assessore Andrea Baiata, affinché giungano gli opportuni chiarimenti a beneficio di tutti e del sereno proseguimento delle serate di Carnevale in un territorio che desidera essere riconosciuto e riconoscibile quale accogliente e al di sopra di ogni sospetto, talvolta del tutto superfluo.