Quando il Golfo di Macari venne salvato dal petrolchimico

di Mario Torrente

Oggi il tratto di costa sanvitese è una delle mete turistiche più gettonate della Sicilia occidentale. Ma negli anni Settanta si rischiò la costruzione di un petrolchimico che avrebbe finito col devastare il litorale.

Se ne è parlato del corso di una conferenza organizzata dal «Rotary Trapani Birgi Mozia» a Villa Zina durante l’intervento di Girolamo Culmone, presidente della «Commissione per la protezione e la tutela ambientale» del club service.

Nel golfo di Macari sarebbe potuto sorgere un petrolchimico. Il progetto risale agli anni Settanta. Ma fortunatamente alla fine non venne realizzata alcuna raffineria. Il che avrebbe finito col devastare la costa compresa tra San Vito lo Capo e Macari, oggi una delle mete turistiche più belle e apprezzate della Sicilia. Un angolo di paradiso dalla grande bellezza che negli anni Settanta venne salvato grazie ad una mobilitazione ambientalista, forse la prima in Sicilia, che alla fine fermò quel progetto. Tra i contrari al petrolchimico nella piana di Castelluzzo c’era l’allora assessore regionale alle attività produttive Enzo Occhipinti. Il suo “no” trovò il sostegno di altri politici del territorio, a partire dall’onorevole Dino Grammatico, ma anche da esponenti del mondo della cultura e di altri settori. Anche lo scienziato Antonino Zichichi si schierò contro il progetto, predisponendo anche una relazione e ricevendo il sostegno di altri scienziati, come ricordato da Massimo Occhipinti, figlio del parlamentare trapanese che è intervenuto nel corso della conferenza organizzata dal Rotary, iniziativa, grazie alla relazione di Girolamo Culmone, che ha permesso di ricordare questa vicenda che risale a 50 anni fa.

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