Domenico Venuti e Valentina Villabuona sono pronti alla sfida. Ecco, in sintesi, gli intendimenti dei due in vista del congresso provinciale che eleggerà uno dei due alla carica di segretario provinciale del Partito Democratico.

Voltare pagina per ridare respiro al PD. Sia Venuti che Villabuona lo dicono chiaramente: è questo ciò che serve al partito per ritornare ad essere punto di riferimento nei territori.
Domenico Venuti si dice onorato della convergenza ampia, sia in termini politici che territoriali, maturata in questi giorni intorno alla sua candidatura a Segretario Provinciale del PD di Trapani. “Mi onora sul piano personale e politico – afferma- soprattutto perché rappresenta un segnale chiaro nel senso di una netta inversione di tendenza rispetto alle dinamiche che hanno governato il PD in questi ultimi anni”. Chiedere ad un Sindaco, impegnato quotidianamente sul territorio a contatto con le persone, di assumere un ruolo politico così importante è di per se un messaggio chiaro. Chiederlo ad un Sindaco che nel recente passato ha lasciato incarichi politici prestigiosi, non condividendo un percorso che ha rischiato di compromettere seriamente la tenuta del PD a tutti i livelli e che ha portato al commissariamento del partito in Sicilia, diventa un messaggio chiarissimo.
“Ho deciso di accettare questa scommessa, fondata sulla condivisione di progetti comuni e sulla sintesi tra persone piuttosto che tra correnti, spesso utilizzate al fine di alimentare contrapposizioni strumentali mirate più ad esprimere posizionamenti personali che posizioni politiche. Sia chiaro che se eletto, non sarò il segretario che si occuperà di asfittiche beghe interne relative alla classe dirigente”.
E quale partito vuole, Domenico Venuti?
Un partito che discute agilmente con movimenti, associazioni, corpi intermedi perseguendo la contaminazione e non rifuggendola. Un partito dove lavorare insieme a coloro i quali non vorranno limitarsi a parlare di politica ma vorranno scommettersi per lavorare quotidianamente con i fatti.
Sulla stessa lunghezza d’onda è il programma della Villabuona. Anche lei parte dalla necessità che il PD si apra all’esterno ma poi va dritta al punto delle emergenze: “La nostra – afferma – è una provincia particolare, dove ci sono tante, forse troppe questioni aperte.
A cominciare dall’impianto di Gallitello, per poi proseguire con la Sea di Favignana, sul progetto di Marina Bay di San Vito Lo Capo. Valentina Villabuona non tralascia la tematica della Sanità e della scuola, si sofferma sul CPR di Milo da poco chiuso temporaneamente.
“Se il Pd non abita questi luoghi – afferma categorica – diventa un “listificio”, utile per eleggere amministratori e deputati, noi pensiamo invece che un partito sia una comunità che si confronta, lavora insieme e ottiene risultati che migliorano la qualità della vita dei cittadini”.
Intendimenti che lasciano presagire una vera battaglia fatta alla vecchia maniera.

Nicola Baldarotta