L’amministrazione comunale annuncia proteste di piazza

Si torna a parlare della chiusura del punto nascite presso l’ospedale Bernardo Nagar di Pantelleria. Il dato emergerebbe dalle comunicazione interna tra il Direttore Sanitario del nosocomio pantesco, il Direttore della Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani e il Direttore Generale dell’ASP di Trapani. Nel presidio ospedaliero isolano non possono essere effettuati ricoveri per parti spontanei o cesarei. In pratica la chiusura del Punto Nascite dell’Ospedale di Pantelleria che per altro operava in base a una deroga dell’assessorato regionale alla salute, di fatto scaduta il 31 dicembre 2019. Nonostante la deroga il punto nascite è rimasto operativo nei mesi di gennaio e di febbraio. La questione non è nuova: l’amministrazione comunale di Pantelleria già in occasione della precedente chiusura del punto nascite fece ricorso al Tar della Regione Siciliana in opposizione al decreto dell’11 gennaio 2019 emanato dall’assessorato alla Salute della Regione Sicilia, che in adesione al decreto ministeriale del 2 aprile 2015 prevedeva l’adeguamento della rete ospedaliera e quindi l’abolizione dei punti nascita con meno di 500 parti. Lo stesso Ministero concesse la deroga al mantenimento di alcuni punti nascita aventi un numero di parti inferiori ai 500 all’anno demandando all’assessorato regionale la gestione di altri punti nascita nella stessa situazione, quello di Bronte, di Licata, di Nicosia, di Corleone e di Cefalù. L’amministrazione comunale ha annunciato iniziative, anche di protesta, nei prossimi giorni «per affermare ancora una volta il diritto dei cittadini di Pantelleria a nascere nella propria terra». «Soprattutto – dice il vicesindaco di Pantelleria, Maurizio Caldo – affermare con forza che chi abita sulla terra ferma, lontano dalle difficoltà economiche, i disagi sociali e le difficoltà nei trasporti che gli isolani patiscono non può prendere decisioni che impattano con forza sulle nostre vite».