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Il 10 marzo, alle ore 21, al Teatro Impero di Marsala, andrà in scena il testo vincitore del premio “Anima Mundi” alla drammaturgia femminile

Dieci personaggi e sette attori per un’Odissea al Femminile che stupisce, diverte e fa crescere nel segno della dignità e della libertà. Sarà Luana Rondinelli, autrice e regista (assieme al co regista Giovanni Carta), a interpretare il ruolo di Penelopemartedì 10 marzo alle ore 21 al Teatro Impero di Marsala. In un viaggio altalenante tra passato e presente la Penelope di Luana conserva in sé una tragedia avvenuta da bambina, una storia di violenza e abbandono che solo l’amore è in grado di sanare; ma se l’amore guarisce la violenza, Penelope scoprirà che la consapevolezza di sé guarisce dall’abbandono.

Fedelmente al poema di Omero, anche in “Penelope, l’Odissea è fimmina”, la regina di Itaca vive con Euriclea, nutrice di Ulisse e custode fedele della sua casa, ma questa Euriclea, interpretata da Laura Giordani, è profondamente sapiente. Accetta la tradizionale idea di donna, ma comprende i sommovimenti dell’anima di una creatura che anela la libertà. Personaggio gentile e materno, capace di far sorridere, senza mai indulgere alla sboccatezza.

Ad aprire le scene sono le tre Parche, ma non si tratta delle tre figlie di Zeus narrate da Esiodo: Cloto, la ‘filatrice’ della vita; Lachesi, la ‘fissatrice della sorte’ toccata all’uomo; Atropo, la ‘irremovibile’ fatalità della morte. Le Parche di Rondinelli sono “Attìa, Risetto e Cutitalìa”: interpretate da tre uomini: Stefano Parrinello, Mauro Lo Castro e Giovanni Maria Currò. Creature sapienti a metà tra la vox populi e spettatori dentro lo spettacolo che illuminano, collegano, commentano. Una sorta di Gialappas band esilarante e intelligente che non lascia spazio al lettore per una riflessione intima, ma lo guida e diverte in maniera non di rado anche dissacrante.

Due attori che incarnano le Parche vestiranno anche i panni dei Dioscuri: Mauro Failla sarà Castore e Giovanni Maria Currò Polluce. Coppia gentile e acuta, dissacrante e fluida, che vivacizza la scena con freschezza inattesa e divertente come nelle migliori commedie attiche.

Camilla Bianchini interpreta Melissa, l’ancella che “cerca di svegliare” Penelope: “Fino ad oggi non ho mai voluto sapere niente – dice a Penelope -. Secondo te, se ti bacio può essere un dolce risveglio?”. Melissa porge a Penelope la possibilità di comprendere e comprendersi, ma lo fa in punta di piedi, con levità e giovinezza, ma, essendo anche lei “Fimmina”, anche lei in un certo senso e mondo, conserva nel suo cuore la verità e ne diviene strumento, conducendo Penelope da “La Magnifica”.

Interpretata da Corinna Lo Castro, La Magnifica è una veggente che parla in versi che sono lame, che tagliano la quotidianità e parlano alla coscienza: “Un ti viugnari, ‘un t’ammucciari, scantu un n’aviri, la vita è una minzogna cu si scanta e cu si viogna”.

Una danza di personaggi colorati e densi che infine muovono emozioni capaci di portare la/o spettatrice/tore – con un irrimediabile crollo della quarta parete – dentro la propria e personale Odissea, tracciando strade di liberazione.

Lo spettacolo conta sul patrocinio dell’Amministrazione comunale diretta da Alberto Di Girolamo, che lo ha fortemente voluto, ed è prodotto da Accura Teatro in collaborazione con Palma Vitae.

Biglietti su Tickteone: platea 10 euro e galleria 5 euro

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