Mentre il Trapani continua gli allenamenti in vista della sfida di sabato con l’Empoli, a livello societario l’ennesima decisione che fa discutere.

In un momento in cui occorrerebbe solo ed esclusivamente parlare del campo, in cui ci piacerebbe dover spendere energie solo per l’analisi delle partite, i moduli e i gol, ancora una volta in parallelo, dobbiamo nostro malgrado, parlare anche di altro. Nell’esercizio da acrobati dell’informazione, fra silenzi e parole, tutti destinati a subire i giudizi più o meno severi sui social, non possiamo star zitti di fronte al marchiano torto che si sta consumando ai danni dei tifosi di Trapani, del Trapani. Si, perché il silenzio stampa, a quanto pare, vale solo per le testate locali. Prova ne sia che dopo la gara contro l’Entella, Castori ha rilasciato una dichiarazione a Rai 3 e ieri ha fatto bella mostra di sé sul web una lunga intervista in esclusiva a Carnesecchi di Itasportpress. Eccezione fatta per le dichiarazioni di Ignazio Arcoleo ai colleghi di Radio Cuore, che hanno giustamente svolto il loro lavoro. Se chi ha deciso di interrompere i rapporti con i giornalisti, in questo strano e dilettantistico silenzio stampa a singhiozzo, credeva di creare un problema a noi operatori dell’informazione, e pensava che gli unici a rimanere degni delle parole dei tesserati fossero solo le testate di respiro nazionale, beh, ci ripensi. Anzi, pensi al fatto che gli unici danneggiati sono i nostri tifosi di Trapani. Noi, 20 o 50 righe, le scriveremo sempre lo stesso. Da professionisti. La sensazione è che chi sta nelle stanze del comando della società granata non conosca le elementari regole della comunicazione.

Stefania Renda