Ancora emergenza sicurezza nel carcere di Trapani

Scoperti tentativi di introduzione di droga e di microcellulari. Trasferiti nei giorni scorsi i detenuti protagonisti della rivolta.

Gli agenti di Polizia Penitenziaria del carcere Pietro Cerulli di Trapani hanno trovato all’interno di una busta di formaggio, imbustato e sigillato, destinata ad un detenuto trapanese, 4 grammi e mezzo di droga. È stato il cane Margot, il pit bull dei cinofili della Polizia Penitenziaria, ad annusare la droga tra i pacchi di vestiti e cibo portati dai familiari. Nella stessa giornata a seguito di una perquisizione straordinaria gli agenti hanno un telefonino di appena 5 cm. che un detenuto aveva nascosto introducendolo nell’ano, in quella che anatomicamente viene indicata come ampolla rettale. I sindacati nel denunciare questi episodi che, ancora una volta fanno emergere quanto sia complesso garantire la sicurezza e l’impermeabilità delle carceri, compreso il Cerulli, lamentano che tutto ciò accade in un momento in cui la Polizia Penitenziaria è protesa ad effettuare ogni sforzo possibile pur di lenire il disagio dei detenuti, derivante dalla sospensione dei colloqui, garantendo telefonate oltre il limite previsto, colloqui skype con i familiari, allungando gli orari di servizio del personale pur di venire incontro alle esigenze dei detenuti, concedendo ulteriori possibilità ai familiari dei detenuti di portare i pacchi (vestiti e cibo). I segretari regionali dei sindacati di polizia penitenziaria SAPPE, OSAPP, UILPA POLIZIA PENITENZIARIA, USPP, FNS CISL, CNPP, FP CGIL definiscono “arrogante” il comportamento di alcuni detenuti che, nonostante la devastazione operata appena alcuni giorni fa a seguito di una rivolta, continuano ad avere comportamenti criminali. Il personale di Polizia Penitenziaria di Trapani dopo la rivolta si è messo a disposizione interrompendo le ferie e i congedi, ed infatti il Nucleo Traduzioni e Piantonamenti sta supportando il reparto. Nei giorni scorsi è stata completata una prima operazione di sfollamento dei detenuti implicati nella pesante rivolta che ha visto implicati oltre 100 detenuti riconosciuti tramite attività di intelligence della Polizia Penitenziaria che ha acquisito le immagini dell’elicottero della Polizia di Stato che ha sorvolato per tutto il tempo il penitenziario permettendo di scoprire tutti i partecipanti, poi denunciati alla Autorità giudiziaria. I sindacati infine sollecitano il Prefetto perché si acceleri l’approvvigionamento dei Dispositivi di Protezione Individuale per il personale del carcere.