Questa mattina, dopo l’ulteriore ordinanza restrittiva, la nostra redazione è stata in giro per Trapani.


Parafrasando Fabio Concato, oggi è stata una domenica…surreale. Ben più che bestiale. Con il buio si può dire che c’eravamo, in fondo, abituati: a quanto di noi è capitato essere per strada la notte, per un motivo o per un altro, e non trovare anima viva in giro. L’emergenza Coronavirus ha solo anticipato la sensazione spettrale che, probabilmente, una volta almeno, abbiamo provato nella vita; di giorno, no. Neanche ad un ferragosto la sensazione di smarrimento ci aveva mai avvolto in maniera così desolante. Questa mattina è stato il primo vero giorno di “coprifuoco” da quando il virus cinese ha sconvolto la nostra società. Supermercati chiusi e cimitero con il lucchetto hanno fatto sì che l’ordinanza del governatore Musumeci dei giorni scorsi e le parole del Premier Conte ieri sera, in un discorso altrettanto surreale c’è da dire per modalità e contenuti…, venissero tradotti in ciò che da settimane è un mantra per la nazione: restare a casa. Il tutto nell’incertezza più totale del cittadino che ormai ha chiaro in mente che la quarantena sarà ben lungi dal terminare il 3 aprile. E mentre ci giungono notizie sempre più preoccupanti dagli ospedali del nord, dalle nostre parti il contagio inizia a diffondersi nei paesi dove i rapporti sono più diretti e meno “metropolitani”. Probabilmente non una buona notizia; ma era inevitabile. Certo, non c’è ragione di gettare panico nella popolazione; ma lo scoramento e lo smarrimento in ognuno di noi è evidente. Con una domanda che abbiamo tutti fissa in mente: quando, e soprattuto come, finirà tutto questo?