Sarà che ci ha dato alla testa essere considerati “indispensabili” dal Premier Conte piuttosto che la noia dei pomeriggi casalinghi, ops in smart working, ma in queste settimane ci sentiamo “in diritto”, un po’ più spesso, di dire la nostra, su “Fanti o Santi”che siano…, oltre che raccontare fatti e riportare appelli delle istituzioni sul Covid-19. Questa volta vogliamo applaudire la nostra “città metropolitana”, Trapani allargata all’elimo-ericino. Sembra proprio che stia rispondendo responsabilmente; più di altre realtà provinciali, spesso indicate in passato come produttive, imprenditorialmente e socialmente. E non è la prima volta: già nell’adattarsi, presto e discretamente bene, alla differenziata l’operatore di raccolta ci aveva sottolineato questo trend. Insomma, una disciplina che forse non ha bisogno di ulteriori particolari restrizioni; sembra, infatti, che i sindaci della provincia, nella loro chat dedicata, stiano sempre più prendendo in considerazione l’opportunità di chiudere tutto alle 14. Ovviamente, di quel poco che già è aperto; tradotto: supermercati, panifici e farmacie, ovvero i luoghi presi “d’assalto” nell’ora d’aria in cui siamo giustamente relegati in questo periodo. Anche su questo tema ci permettiamo, sommessamente, di dire la nostra senza la pretesa d’avere la palla di vetro. Riteniamo dannoso un provvedimento del genere; non farebbe altro che affollare le ore mattutine di persone negli esercizi di prima necessità, quindi con un maggior rischio di contaminazione per il cittadino, e far gravare sull’economia, già di per sé in stato comatoso, questo nuovo fardello. Infatti, l’ordinanza produrrebbe immediatamente il ricorso alla cassa integrazione in deroga da parte degli imprenditori costretti ad anticipare la chiusura con una perdita di parte di salario nei dipendenti oltre che gravare ulteriormente sulle casse dello Stato il ricorso agli ammortizzatori sociali. Insomma, a nostro modesto avviso, prevenzione, persuasione e sanzioni eque, così come si sta facendo in queste settimane, bastano. La storia ci ha insegnato che la repressione non ha portato mai a nulla di buono. Già abbiamo difficoltà a capire il senso dell’ultimo Decreto della Presidenza del Consiglio; da 400 euro a 3 mila euro “per chi sgarra” è uno sproposito. Chiaramente, non la pagherà nessuno, già solo per il fatto che saremo tutti senza un euro in tasca dopo lo tsunami Coronavirus. Produrrà solo un intasamento di ricorsi in Tribunale, quando con 400 euro, invece, si sarebbe, magari, pagata la multa ed imparata la lezione, non uscendo più da casa. Per non parlare dello stato psicologico che tutti noi viviamo in questo difficile periodo e che si aggraverebbe, non poco, da questa ulteriore limitazione di libertà personale. Un aspetto che, forse, è stato poco considerato in questi giorni. Insomma, più che la repressione a tutti i costi, frase appropriatissima nella circostanza, ci piace pensare a quell’Italia buona auspicata nelle parole del sindaco di Castel Bolognese: “Fidiamoci dell’altro. Quando vediamo una persona per strada non sappiamo se ha un problema di salute o di depressione che lo porta ad uscire. Metterne la foto sui social vuol dire esporlo al pubblico giudizio e giudicarlo. Ma chi sono io per giudicarlo?.” Il primo cittadino, infine, chiude la sua riflessione citando Manzoni: “il buon senso c’era ma se ne stava nascosto per paura del senso comune.” 


Massimo Marino – Presidente di Telesud