Portare il cane fuori è possibile. Il difficile equilibrio tra spirito della norma e interpretazione troppo rigorosa

di Fabio Pace

Scende con il proprio cane sotto la sua abitazione per fargli espletare i bisogni fisiologici, ad una cinquantina di metri da casa, e una pattuglia di Carabinieri lo ferma e lo multa per aver violato il DPCM del 25 marzo (relativo alle limitazioni di mobilità per il contenimento del coronavirus). L’uomo, però, si è rifiutato di firmare il verbale ritenendolo ingiusto e motivo per un ricorso amministrativo. La vicenda è stata resa nota anche all’animalista Enrico Rizzi, tramite la sua pagina Facebook. Rizzi afferma che il verbale sarebbe nullo «perché far espletare i bisogni fisiologici al proprio cane è consentito dal decreto del presidente Conte in quanto considerato uno stato di necessità». Rizzi sostiene inoltre che il verbale sarebbe nullo anche per alcuni vizi di forma: «considerato che non è stato riportato né il numero del verbale, né il prefetto competente territorialmente in caso di ricorso». Rizzi aggiunge anche, in una nota, che vi è una chiara contraddizione degli stessi militari operanti i quali, nel verbale, affermano che la violazione è stata accertata nella stessa via in cui il verbalizzato è residente, per poi però scrivere che si trovava in luogo diverso da quello della residenza. Rizzi ha segnalato al comandante della compagnia di Alcamo la vicenda in un colloquio telefonico che egli stesso ha definito cordiale e chiarificatore, ringraziando le forze dell’ordine per l’attività che stanno producendo in questi giorni a tutela di tutti.