I Centri Antiviolenza Metamorfosi e Casa di Venere di Marsala, prendono nota della particolare attenzione posta in essere, in questo periodo di quarantena, dalla maggior parte dei consiglieri e delle consigliere comunali. La consigliera Luigia Ingrassia, ha messo in evidenza di come, a fronte della convivenza forzata dovuta all’emergenza coronavirus, sia il caso di dare sostegno alle donne vittime di violenza domestica tramite l’istituzione di un fondo speciale, al fine, di prevenire la stessa violenza di genere, attivando una linea di emergenza attiva h24.

“La sottoscritta Luigia Ingrassia – dichiara la consigliera – considerato che nel drammatico momento di emergenza coronavirus che stiamo vivendo, la convivenza forzata, l’isolamento e in molti casi anche le incertezze economiche, la prolungata condivisione degli spazi, possono comportare per le donne e i loro figli il rischio di una maggior esposizione alla violenza domestica e assistita. La condizione di isolamento aumenta le possibilità di controllo e di limitazione della libertà della donna e le mura domestiche possono diventare il luogo dove si consumano violenze e delitti, inoltre la riduzione dei contatti esterni rappresenta un forte ostacolo, un rallentamento all’emersione e denuncia di situazioni di violenza e un impedimento alla richiesta di aiuto, ed invita l’amministrazione comunale ad istituire un fondo speciale per le vittime di violenza domestica per sostegno, consulenza e protezione, individuando anche luoghi di accoglienza sicuri. Inoltre è necessario aprire una linea di ascolto per l’emergenza e attivare incontri di gruppo su Skype e contatti continui h24 di consulenza e aiuto”.

Allora, fatto il punto della situazione, dalla nota si evince una proposta per:

1.L’istituzione di un fondo per i problemi legati alla violenza di genere. Ne siamo felici, ma ci chiediamo con quali fondi si pensa di istituirlo?

2. L’apertura di una linea di ascolto per l’emergenza. Su quale base i consiglieri e le consigliere pensano di aprire,( non di potenziare), ex novo una linea di ascolto per l’emergenza? Forse non bastano già quelle esistenti? Ricordo che esistono già due numeri attivi con reperibilità h24 e che è già stata attivata la procedura per il numero verde per lo Sportello Antiviolenza, presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Marsala.

Ulteriore domanda: da chi dovrebbe essere gestita questa linea, visto che, nel comunicato, i Centri Antiviolenza non vengono nemmeno menzionati?

Ci viene da pensare che non si conosca nulla del lavoro dei Centri Antiviolenza e della Rete, costituita negli anni, per il sostegno delle donne vittime di violenza. Piuttosto che pensare ad attivare nuovi servizi, che risulterebbero una copia di quelli esistenti e strutturati ad hoc per mostrare interesse per un argomento “ in voga” , si pensi a strutturare linee politiche costruttive in favore delle donne, che vadano oltre il proprio colore politico, durature nel tempo e che possano dare continuità al lavoro svolto sul campo dai Centri Antiviolenza.

3. Attivazione di gruppi Skype…

Ci chiediamo quale possa essere l’utilità di questo strumento. Una donna vittima di violenza a malapena riesce a parlare con le operatrici che ascoltano in modo incondizionato e non giudicante il vissuto doloroso della vittima… figuriamoci farlo in gruppo, con persone sconosciute e dietro ad uno schermo.

4. Contatti continui h24 di consulenza e aiuto. I Centri Antiviolenza lo fanno da 10 anni, in silenzio, non chiedendo nulla a nessuno e continuano a farlo: non abbiamo abbandonato le donne, anche se c’è l’emergenza. Siamo sempre disponibili, lavorando in sinergia con i Servizi Sociali e le Forze dell’ Ordine.

5.Individuazione di posti sicuri per l’accoglienza. Se si parla di individuazione, vuol dire che ancora non si è a conoscenza che questi posti esistono già e sono due: uno è la sede operativa del Centro Antiviolenza Metamorfosi/Casa Viola, e l’altro è lo Sportello Antiviolenza, istituto presso la Procura di Marsala, dove operano entrambi i Centri Antiviolenza.

Si rende noto che, dal 15 gennaio al 9 marzo, le operatrici dei due Centri Antiviolenza hanno quotidianamente prestato servizio presso lo Sportello Antiviolenza all’ interno del Tribunale, e che in questo periodo di quarantena hanno mantenuto la reperibilità telefonica h24 e l’ascolto telefonico di prima accoglienza. Sono stati interrotti i percorsi di sostegno psicologico vis a vis, ma resta attivo il supporto telefonico, di prima accoglienza e/o anche psicologico sia per le utenti che ne facciano richiesta che per le utenti già prese in carico. Pensiamo che la richiesta di costituzione di un fondo per le donne vittime di violenza, ora, in questo periodo storico, sappia molto di strumentalizzazione, un modo per attirare l’attenzione su di un tema scottante, di cui i soggetti promotori della proposta in questione, non si sono mai occupati nei 5 anni di mandato. Le linee operative in favore delle donne vittime di violenza potevano essere attivate prima . I Centri Antiviolenza hanno sempre lavorato in raccordo con l’Amministrazione comunale e con tutte le altre istituzioni nell’interesse delle donne… Si sono istituiti Protocolli Operativi con Prefettura, ASP, Forze dell’Ordine, Servizi Sociali e Case Rifugio. Che ben venga l’istituzione di un fondo per le donne vittime di violenza , lo si istituisca prendendo delle reali posizioni di difesa delle vittime, senza alcun colore politico, un impegno reale, proficuo, fatto ad hoc per la nostra città e per le esigenze del nostro territorio. Desideriamo che non si parli di ciò che non si conosce e soprattutto che non si speculi nè sul dolore delle donne nè tanto meno sull’ emergenza, perché noi operatrici siamo ogni giorno in emergenza per proteggere le donna ed i loro figli. Quindi pensiamo a costruire una politica di genere duratura, che sia pilastro, fondamento e soprattutto modello operativo reale, coerente, fattibile ed applicabile… le ipotesi e le congetture lasciano il tempo che trovano … i fatti parlano e dicono altro. I toni denigratori e lesivi dell’immagine dei nostri Centri Antiviolenza, per ciò che riguarda le allusioni ad interessi altri che non la salvaguardia delle donne vittime e della diffusione di una cultura e politica di genere, troverà soddisfazione in altre sedi.

Ad majora