di Mario Torrente

Si apre un altro capitolo della vicenda del recupero degli antichi vascelli della Tonnara di Bonagia. Entro la prossima settimana sarà consegnato il nuovo progetto per il restauro di tre imbarcazioni.

C’è un nuovo progetto per il recupero della antica flotta della Tonnara di Bonagia, da decenni lasciata in condizioni di degrado ed abbandono a pochi metri dal mare. Gli antichi vascelli, autentici reperti di archeologia industriale, in alcuni casi con un secolo di storia alle spalle, sono sempre più malmessi. Ormai ridotte a scheletri, appare evidente come per alcune imbarcazioni non ci sia più niente da fare. Delle sei originarie, se ne potrebbero salvare solo tre. Il condizionale è d’obbligo. C’è infatti da vedere se e quando partiranno i lavori di restauro più volte annunciati. L’unica certezza, in questo caso, sono i soldi. Già disponibili da un po’ e che attendono solo di essere spesi. Possibilmente prima che scatti la revoca del finanziamento, messo a disposizione dal Flag “Torri e Tonnare Trapanesi”, che ammonta a 100 mila euro. A queste somme si devono aggiungere le 25 mila euro del Comune di Valderice, somme a suo tempo annunciate dal sindaco Mino Spezia e successivamente confermate dall’attuale primo cittadino Francesco Stabile. Resta da definire solo il progetto. Già, il progetto. Lo scorso anno il restauro della flotta sembrava davvero cosa fatta. Il progetto preliminare era quello donato dall’associazione “Salviamo le Tonnare” guidata da Nino Castiglione, che in questi anni ha organizzato diverse iniziative, tra cui delle raccolte fondi, per arrivare al recupero delle dei vascello. Ma quel progetto, curato dall’ingegnere Michele Riccobene, non venne accolto dall’ufficio tecnico del Comune di Valderice. Così al Flag, dove già lo scorso luglio aspettavano il tutto per passare alla fase operativa, non arrivò nulla. L’iter si fermò per qualche mese. A gennaio la palla è passata nuovamente all’assessore Giuseppe Maltese. Si decide così di puntare su professionista esterno. L’esecutivo guidato dal sindaco Stabile conferisce l’incarico di predisporre il nuovo progetto all’ingegnere Azzurra Tranchida, che dopo averlo ultimato si appresta  adesso a trasmetterlo alla Soprintendenza ai beni culturali e all’Ufficio tecnico del Comune di Valderice. Da qui, se non ci saranno imprevisti, passerà al Flag “Torri e Tonnare” per andare in appalto, avviando finalmente il cantiere. Ed a questo punto, secondo quanto prospettato dallo stesso assessore Maltese, entro l’estate potrebbero partire i lavori. Il condizionale resta sempre quanto mai d’obbligo. Nel progetto, dove sono state seguite le indicazioni arrivate dalla Soprintendenza ai beni culturali, è previsto lo spostamento di tre vascelli a piazza Tonnara. Qui le imbarcazioni saranno posizionate davanti al muro dell’hotel sotto una “pergotenda”, una particolare copertura in grado di assicurare un riparo alle imbarcazioni. Le “varcazze” saranno riassemblate in un “cestello”, uno sorta di scheletro in metallo che darà supporto al fasciame ed a tutti i legni una volta trattati, un po’ come fatto per la nave romana esposta al Baglio Anselmi di Marsala. L’idea è di creare una istallazione nel piazzale antistate il porticciolo con ciò che resta della flotta dei rais, con tanto di schermo dove proiettare video e documentari incentrati sulla storia della Tonnara di Bonagia. Insomma, una sorta di museo a cielo aperto, ma con le imbarcazioni, una volta restaurate, finalmente salvaguardate e valorizzate. Per come andava fatto già tempo addietro. Intervenendo prima magari si sarebbero potuti salvare anche gli altri due vascelli, oggi talmente malconci da essere rimasti fuori da ogni ipotesi di restauro e muselizzazione. La prima imbarcazione, arrivando dal porto di Bonagia, fino a qualche anno fa era ancora integra: oggi dello scafo, ormai un tutt’uno con il terreno, resta solo una parte della prua ed i legni della chiglia, con un po’ di fasciame e la sagoma della poppa ormai del tutto accasciate. Un altro vascello, dei quattro rimasti con la forma di una barca, anche se ha la prua ancora integra, è talmente ridotto male che pare non ci sia più nulla da fare. La muciara invece, che negli anni Novanta chiudeva la fila delle barche lasciate in secco, è scomparsa ormai da tempo, dopo essere andata a fuoco, sembrerebbe un notta di San Silvestro di tanti anni addietro. Ormai della barca da dove i rais impartivano gli ordini ai tonnaroti non resta più nulla se non pochi legni tra le vegetazione. Tra i resti della flotta dei rais c’è anche il “fanfalo”, il galleggiate di colore giallo che serviva a segnalare le reti della Tonnara durante la notte. Altri due vascelli si trovano invece dentro la struttura alberghiera della Tonnara: l’imbarcazione più grande, che è sopravvissuta perchè negli anni è rimasta al coperto, si trova oggi al centro della corte principale della struttura. Una imbarcazione più piccola è invece davanti al cancello che porta alla Torre di Bonagia. Anche questa è stata preservata, arrivando ai giorni nostri con l’originario colore nero “pece”. Non hanno avuto la stessa fortuna i vascelli rimasti davanti la Torre di Bonagia ma fuori dal perimetro della Tonnara, ormai ridotti a relitti, senza più la forma e le tonalità originarie, che si spera possano tornare dopo l’intervento di restauro. Se e quando sarà fatto.

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