I rituali e i simboli religiosi in una dimensione inedita.

Al tempo dell’emergenza coronavirus, è cambiata anche la modalità di partecipazione ai riti e alle celebrazioni religiose ma non la sostanza. Per chi è cattolico, la domenica delle Palme, mantiene il suo significato autentico e, anche a distanza, viene vissuta come il giorno che apre la Settimana Santa e conduce alla Pasqua, la più importante festività del calendario cristiano.

Così, in tante case trapanesi, questa mattina sono stati allestiti piccoli altari con sopra un calice, un pezzo di pane, le ampolle del vino e dell’acqua, il Vangelo e dei rami d’ulivo, simbolo dell’entrata trionfante di Gesù a Gerusalemme, in sella a un asino, con la folla che lo salutava esultante agitando rami di palma. Un modo per partecipare in comunione, anche se a  distanza,  ai rituali della Domenica delle Palme.

In tanti,  dunque, hanno accolto l’invito rivolto, nei giorni scorsi, dal vescovo, monsignor Pietro Maria Fragnelli, di “riscoprire la dimensione domestica della fede” proponendo “ dei sobri, ma al tempo stesso eloquenti, segni esterni della fede creduta”.

Questa mattina il vescovo ha celebrato l’eucarestia in Cattedrale, senza popolo, come prevedono le norme di distanziamento sociale per contenere l’infezione da Sars- CoV-2. Tanti hanno partecipato da casa alla Messa, trasmessa in diretta anche dalla nostra emittente. Alle 12, poi,  hanno suonato le campane di tutte le parrocchie ed è stato osservato un minuto di silenzio in segno di solidarietà agli ammalati e in memoria delle vittime del Covid-19.

Anche Papa Francesco ha celebrato la messa da San Pietro senza fedeli, in un’atmosfera surreale ma sicuramente intensa, lanciando l’invito a stare vicino a chi soffre, a chi è solo e bisognoso.“Non pensiamo solo a quello che ci manca, ma pensiamo al bene che possiamo fare”- ha detto il Papa.

Quest’anno, quindi, la settimana santa viene vissuta in una dimensione inedita per l’emergenza sanitaria in corso, ma non per questo meno intensamente.