di Mario Torrente

Il 6 aprile del 1943, in piena seconda guerra mondiale, Trapani subì un pesante bombardamento che rase al suolo l’intero quartiere del Casalicchio, la zona praticamente attorno all’asse della attuale corso Italia ed alla via XXX Gennaio. Nella “pioggia” di bombe dagli aerei delle forze alleate durante la seconda guerra mondiale morirono in tutto sei mila trapanesi. Un grande sacrificio di vite umane per cui Trapani ebbe la medaglia al valore civile. Quei tragici momenti, che segnarono un’intera città, è stato ricordato oggi nel corso del monumento realizzato nel 2016 su iniziativa dell’Associazione nazionale vittime civili grazie al contributo economico di tanti tanti cittadini che hanno finanziato l’opera eretta in via XXX Gennaio. La cerimonia, che si è aperta con le note del Silenzio, è stata introdotta dal maestro Claudio Maltese e si è svolta in maniera molto semplice ed attenendosi a tutte le prescrizioni per il coronavirus. Dopo il momento di preghiera con don Giuseppe Bruccoleri, parroco della chiesa di San Pietro, è intervenuto Giovanni Barbiera, presidente della sezione di Trapani dell’associazione nazionale vittime civili di guerra, ed il sindaco Giacomo Tranchida che si è soffermato sul difficile momento di emergenza di queste settimane. Nel corso della commemorazione, che ha visto anche la presenza degli agenti della Polizia locale, con il gonfalone del Comune, e del commissario Mario Bosco, sono stati pure ricordate le vittime del coronavirus. L’iniziativa, che in base alle disposizioni per contrastare l’epidemia si è tenuta senza pubblico e solo con poche persone, tutte a distanza di sicurezza, si è conclusa con la melodia dell’inno di Mameli. Con il tricolore che sventolava tra le colonne che furono del teatro Garibaldi. Anch’esso colpito dalle bombe della seconda guerra mondiale.

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