Oltre un anno di carcere, e dopo settimane di grida d’allarme, Paolo Ruggirello è risultato positivo al virus. Solo grazie al provvidenziale intervento del Garante per i detenuti della Regione Campania. Per magistrati e medici, l’ex deputato regionale poteva benissimo essere curato nell’infermeria del carcere e non era necessario disporre il tampone. In teoria, la mia riflessione potrebbe chiudersi qui. Però, invece che con la parola fine, con quella VERGOGNA. Invece, voglio ripercorrere la sua vicenda; Ruggirello è stato arrestato e poi rinviato a giudizio nell’ambito dell’operazione Scrigno. Il quadro inquirente è indubbiamente assai grave, detto ciò, è una persona innocente fino a prova contraria. E resterà tale fino al terzo grado di giudizio. Già molti mesi addietro avevo stigmatizzato la lunga carcerazione preventiva cui era sottoposto. Troppa; a maggior ragione per un incensurato e soprattutto dopo l’avviso conclusione indagini – quasi 6 mesi fa – che, di fatto, cristallizzavano l’accusa. Tutto questo, chiaramente, nel silenzio più assordante. Ma, si sa, a parlare di garantismo siamo tutti bravi. A criticare “il sistema”, e in particolare il sancta sanctorum della magistratura, è un po’ più difficile. Necessita un coraggio, mi spiace assai raro, sia nella stampa cosi come nella politica che dovrebbe far sentire la propria voce, e porvi rimedio quando c’è una evidente stortura nel sistema. Valga per Ruggirello cosi come migliaia di casi di diritti, nella salute e non solo, brutalmente calpestati ogni giorno. Ed il carcerato, specie quello in attesa di giudizio è un cittadino come gli altri. Diciamocelo chiaramente: il protrarsi della carcerazione preventiva, a meno che non si tratti di Totò Riina o Jack Lo Squartatore, è quasi sempre la volontà di una espiazione preventiva. Sappiamo benissimo che un qualsiasi Ruggirello ai domiciliari con braccialetto elettronico e debitamente controllato, cosi come la tecnologia oggi permette, non consentirebbe, anche volendo, alcuna presunta pericolosità sociale. Fattispecie, in punto di diritto, per cui, sino ad oggi, è stato trattenuto in carcere. Sappiamo, inoltre, che altre persone, solo per soffermarsi sulla vicenda dell’ex deputato, sono state contagiate nella struttura, medici ed infermieri compresi. Ora sono stati disposti tamponi per personale e detenuti. Molto probabile che in tanti saranno stati contagiati; tanto per restare all’emergenza Coronavirus: chi pagherà, pregando che non ci scappi il morto, per l’inutile e crudele sofferenza personale e familiare recata? Ovviamente nessuno… ma, mi raccomando, voi continuate a fare la marce per la legalità a battere le mani ai cialtroni da riporto. Fa figo ed aiuta alla carriera. E chissenefrega dei poveracci incappati nella malagiustizia… Ah! Dimenticavo: la richiesta di scarcerazione avanzata proprio in questi giorni era stata respinta in quanto la documentazione sanitaria acquisita dall’istituto penitenziario non lasciava emergere la gravità della situazione. In carcere non avevano avuto eseguito neanche le richieste di Ruggirello di effettuare il tampone, anche a sue spese… E con questo, credo, davvero, che non ci sia altro da aggiungere.

Massimo Marino
presidente Telesud