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Post e tanto amarcord è ciò che naviga in rete in questi giorni nella pagina “Quelli del bar Colonna.” Centinaia di persone a riversare su un gruppo privato social foto e aneddoti con l’entusiasmo di una volta. Loro che, adesso, sono meno giovani; e nelle parole di tanti trasuda l’emozione, e, perchè no, anche qualche sano magone in gola, per ciò che è stato molto più che un bar. Una vera e propria “istituzione” per una Trapani che non c’è più. Loro sono diventati adulti; molti ottimi professionisti, quasi tutti padri e madri di famiglia. Ed in quei ricordi c’è una città con i suoi personaggi: Nasune, Papà Tarzan, Mazzabubbù, Peppe u batterista, Zu Tuzzu, Antonio, Carmelo Morreale, u Caramellaro…,nomi che alle nuove generazioni non dicono niente. Ma a loro, come a chiunque ha passato da un pò gli anta aprono un mondo. Ed è un mondo di ricordi bellissimi che si estendono fino a ripercorrere i luoghi simbolo della Trapani di una volta: il Colonna, appunto, una agorà fisica e non virtuale come quelle di oggi. Piazza “Ariston”; dal nome del cinema che faceva un tutt’uno con il bar tramite le sue porte a saloon. Sedendosi sui suoi mitici gradini, spesso, la stavi a guardare per ore: sulla sinistra troneggiava Figaro. A giro, verso destra, la cartolibreria Pons e la sua Piazza Scarlatti per poi proseguire con Prestigiacomo, Sisley&Jeans West e la Banca del Popolo, luogo di potere che faceva da contraltare, con i suoi affari e sepolcri imbiancati, alla meglio gioventù scapestrata dei gradini di fronte. Infine, l’elegante negozio Pezzano. Scendendo verso la loggia, invece, il suo alter ego, il Piccadilly con poco più in là Costantino Dischi. Ed ancora, le feste a Palazzo Venuti ed i sabati sera al Light Ball; il Tirreno a Pizzolungo, il Blu Notte ad Erice, le vacanze ed i tornei estivi. Ma loro erano “Quelli del Colonna”; i colonnini, parafrasando i pariolini romani. Ed, in effetti, era una generazione opulenta. Nei post si distinguono spesso l’istrionico golden boy Gioacchino Piazza ed il Dj del Light, oggi apprezzato avvocato, Stefano Genco. Pelè, il compianto Gaspare Sammartano. E le ragazze; Mariola, Titti, Teresa, Mariapia, Jenny…,entusiaste e luccicanti nel pieno della loro emancipazione femminile. E poi, tante feste in maschera, oggi soltanto un lontano ricordo. Così come ormai è un lontano ricordo quella storia iniziata nel 1963 che ha segnato intere generazioni.