di Mario Torrente

Come ovvio ci sono cose ben peggiori. Trapani ha conosciuto i morti ammazzati dalla mafia, le disgrazie in mare , le bombe della seconda guerra mondiale. Ed ancora prima le epidemie di peste, la fame e le carestie. Ma per secoli ogni Venerdì Santo in città c’è stata la processione dei Misteri. I gruppi sono sempre usciti, portati a spalla dai trapanesi nonostante le avversità. Il richiamo delle fede e della tradizione era troppo forte. Un legame irrinunciabile. Scritto nel dna di una intera comunità. In ogni condizione, il “viaggio” dei gruppi per le vie della città non poteva non farsi. Prima dalla chiesa di San Michele. Poi, dopo i bombardamenti del 1943, dalla chiesa delle Anime Sante del Purgatorio e per qualche edizione da altre chiese  trapanesi come San Domenico. E dal dopoguerra in poi la processione c’è sempre stata. Come per tanti secoli prima di quel terribile conflitto. E si è sempre svolta per secoli prima della guerra. Solo durante la seconda guerra mondiale, per diversi anni, la processione non si è potuta tenere. Per ovvi motivi. Allora i gruppi erano custoditi dentro la chiesa di San Michele, poi distrutta dai bombardamenti. Ma allora i pensieri dei trapanesi erano altri. C’erano mariti e figli al fronte. Che rischiavano la vita. E tanti non sono più tornati. C’erano i morti. C’era la fame. C’erano le macerie per gli attacchi aerei. C’era devastazione e distruzione. C’era la paura.

Poi, a parte quella triste parentesi, i Misteri ci sono sempre stati.  Ininterrottamente, prima della seconda guerra mondiale. Poi, dal 1946 in poi fino allo scorso anno. Per tutti questi decenni dalla chiesa del Purgatorio dopo la tradizionale “tuppuliata” al portone la processione ha iniziato il suo viaggio per la città lungo tanti chilometri e ben 24 ore. Nessuno, fino a qualche settimana addietro, avrebbe mai potuto pensare ad un venerdì santo, nel 2020, senza Misteri. Eppure oggi è stato così. Ed è stata la giornata più triste per un’intera città. Con i trapanesi rinchiusi nelle loro case. Smarriti ed increduli per questi giorni così irreali. E fuori un silenzio per tutte le strade nel pomeriggio in cui dovevano echeggiare da una parte all’altra le marce delle bande. Con l’annacata dei gruppi. Gli sguardi. I gesti antichi e solenni. Le ciaccole. L’odore acre della cera. Il lungo corteo, con centinaia di figuranti, che si snoda per le vie del centro storico. I bambini vestiti da angioletti. Le preghiere delle donne vestite di nero dietro l’Addolorata. Il lento scorrere della processione per il centro storico. La folla. La commozione. L’incontrarsi per gli auguri. Gli abbracci. Le lacrime. La pioggia di emozioni nel vedere passare, uno dopo l’altro, i gruppi.  Tutto quel mondo impresso nel dna di Trapani, tutto questo oggi non c’è stato. Ed il vuoto è stato desolante. Spiazzante. Un nodo in gola. Una stretta al petto. E la tristezza negli sguardi tra le mura di casa, con fuori un susseguirsi di drappi rossi, quelli chiesti dal vescovo Fragnelli ai fedeli in questo Venerdì Santo vissuto senza processioni.

Tutto il resto lo hanno fatto i silenzi della città, con il sottofondo della musica dei Misteri che proveniva dalle finestre e dai balconi delle case, con le tv accese sintonizzate su Telesud per vedere l’uscita dei Misteri dello scorso anno della processione. Con le marce che rimbalzavano da un balcone all’altro. Un piccola consolazione. Un modo per affrontare questa giornata lunga e difficile. In attesa della Pasqua. In attesa che tutto questo passi.

Strade deserte, dunque, con nessuno affacciato dalle finestre. Vedere tutta quella desolazione nel giorno che da sempre rappresenta il momento più importante e inteso dell’anno, evidentemente ha fatto davvero troppo male. Il popolo dei Misteri avrà anche questo da raccontare. Una pagina vissuta da tutti con grande senso di responsabilità. E accettazione dell’emergenza di questi mesi. Ma dentro resta il vuoto per un momento atteso per tutto l’anno. E che alla fine è saltato.

Solo alle 14.15 in punto i trapanesi sono usciti dai loro balconi per l’appuntamento con il suono delle ciaccole fatte echeggiare dai capi console per tutta la città. Dopo quel “a posto” che indica il momento in cui si va sotto la vara per alzare il gruppo. Che detto da un secondo o da un primo piano, lontano dai gruppi, ha fatto un certo effetto. Come il brivido nel sentire tutte quelle ciaccole che rimbalzavano da un balcone all’altro, immaginando di stare dentro la processione. Pronti ad andare sotto le aste. Per una battuta di quelle che restano per sempre nella memoria.

Oggi insomma, è stata scritta una pagina nella storia dei Misteri che nessuno dimenticherà. Dopo la ciaccolata dai balconi per tutto il centro storico sono state diffuse le note della marcia funebre “Madre Dolcissima”. Che ha scaldato i cuori ed aiutato a superare il “trauma” della mancata uscita della processione. Poi tutti dentro casa. In quello che è stato il giorno più triste per Trapani.

Prima della ciaccolata dai balconi, all’interno della chiesa della Anime Sante del Purgatorio si era tenuto un momento di preghiera del vescovo Fragnelli e padre Rach con il presidente dell’Unione Maastranze Lantillo ed il sindaco Tranchida davanti il gruppo “La Ferita al costato”. Qui, davanti ad uno dei momenti salienti della passione di Cristo, il vescovo ha accesso un cero. Un altro cero è stato invece posizionato al centro della chiesa, davanti l’altare centrale, dal presidente dell’Unione Maestranze Lantillo. Dentro la chiesa non c’era nessuno, consoli compresi. Non più di dieci persone. Tutti con gli sguardi smarriti. Dentro l’atmosfera era ben oltre il surreale, con i gruppi spenti. E tutto fermo. Le aste al loro posto. Ed silenzio desolante in ogni angolo della chiesa. Fuori, una piazzetta Purgatorio vuota, come mai si era vista il Venerdì Santo. Col portone che non si è aperto per fare uscire la processione. Non era mai successo da quando i gruppi “hanno preso casa” nella chiesa del Purgatorio. È stata la prima volta. È successo oggi. Nell’anno di un’emergenza sanitaria mai vista prima che ha cambiato tutto nel giro di pochissime settimane. Portandosi via tante vite. E generando nuove paure. Questa volta i Misteri sono rimasti dentro non per la guerra ma per un virus che ha stravolto la vita di tutti. Togliendo ai trapanesi la magia del Venerdì Santo. E lasciando una città triste e smarrita. Ma con la speranza di tornare sotto la vara. Vivendo le emozioni del giorno più importante per un’intera città. Perché da tanti secoli è così. E continuerà ad essere cosi.

La preghiera del Vescovo Fragnelli davanti i gruppi dei Misteri di Trapani.
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Il video della ciaccolata dai balconi e le note della marcia funebre “Madre Dolcissima”.