Ieri è stata una giornata triste per Trapani. Il portone della chiesa del Purgatorio non si è aperto per fare uscire la processione dei Misteri. Ma l’emergenza sanitaria per il  coronavirus non ha impedito alle ciaccole di echeggiare per qualche minuto per la città, rompendo il desolante silenzio di questi giorni.

Alle 14.15 in punto i trapanesi sono usciti dai loro balconi per l’appuntamento con il suono delle ciaccole fatte echeggiare dai capi console per tutta la città. In tantissimi hanno risposto a questa sorta di flash mob tra tradizione e modernità. Facendo di necessità virtù per potere vivere tutti assieme le emozioni che solo i Misteri sanno dare alla genti di Trapani. Che la processione se la porta nel cuore tutto l’anno. In attesa del Venerdì Santo. Ma quest’anno, a causa dell’emergenza per il coronavirus, il portone della chiesa delle Anime Sante del Purgatorio è rimasto chiuso. Ed alle 14 piazzetta Purgatorio era deserta, come mai nessuno avrebbe pensato di vederla. A rompere questo desolante silenzio, la ciaccolata dai balconi. Dopo quel “a posto” che indica il momento in cui si va sotto la vara per alzare il gruppo dalla città si è diffuso il suono più caratteristico nei misteri. Nei balconi, assieme a quei padri, nonni e zii con tanti anni di processione alle spalle, anche le nuove generazioni, pronti a farsi sentire la ciaccola. In questa nuova e mai provata prima dimensione casalinga. Le note della marcia funebre “Madre Dolcissima”, diffuse in tutto il centro storico, hanno scaldato i cuori. Facendo abbracciare l’intera città in un momento all’insegna delle fede.

Prima della ciaccolata dai balconi, alle 14 in punto all’interno della chiesa della Anime Sante del Purgatorio si era tenuto un momento di preghiera con il vescovo Fragnelli. Il momento di preghiera con il vescovo Pietro Maria Fragnelli e padre Nicola Rach s’è tenuto davanti il gruppo “La Ferita al costato”. Qui, davanti ad uno dei momenti salienti della passione di Cristo, il vescovo ha accesso un cero.La funzione religiosa si è tenuta in una atmosfera surreale, in una chiesa vuota e con i gruppi spenti. Tutto fermo in quella giornata in cui la chiesa del Purgatorio è stracolma di gente, tra fedeli, consoli, portatori e quanti andranno a comporre la processione. Ma ieri le aste sono rimaste al loro posto. E dentro la chiesa, allo scoccare delle ore 14, c’erano pochissime persone, non più di una decina, tra cui il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida ed il presidente dell’Unione Maestranze Giuseppe Lantillo, che ha acceso un secondo cero davanti l’altare centrale della chiesa.

Mario Torrente

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