Il Presidente Massimo Marino commenta la manovra economica in emergenza Coronavirus.

In questi giorni sono tanti i gridi d’allarme della piccola e media impresa per la crisi in cui è precipitato il motore trainante dell’economia del Paese. Oggi, aggiungiamo il nostro. Non un grido ma un sussurro; anche perchè, fra l’altro, sarebbe inutile visto che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ricapitoliamo: nelle prime settimane di emergenza Covid, fra un diretta da Palazzo Chigi e l’altra nell’informarci che potevamo disboscare un altro pezzo di foresta amazzonica per l’ennesima inutile autorcertificazione, si parlava che il buon Conte avrebbe, momentaneamente ci mancherebbe…, sospeso tutte le tasse. A quale si riferisse non era chiaro, ma contributi ed iva avrebbero dovuto rientrarci. Da subito le surreali scoperte: il 31 marzo mi chiama il commercialista “Presidente che facciamo addebitiamo?”. Ma come, domando al dottore Castiglione, “se Serit, ecc, erano sospese?” “Mio caro, la Serit…,ma i ravvedimenti all’Agenzia delle Entrate no”; primo stupore. Primo si fa per dire. Comunque, faccio il possibile per trovare i soldi e pago, seppur non capendo quale sia la logica fra uno e l’altro Ente riscossore visto che, comunque, la cassa aziendale cui far fronte è sempre la stessa. E se non produci/vendi a causa della devastante crisi, non si capisce come possa pagarti. Vabbè, mi dico, diamogli fiducia, è giovane…,crescerà nel tempo. Fiducia, persa all’istante ascoltando una delle tante dirette dei giorni seguenti per poi trasecolare con “la potenza di fuoco” del decreto “Cura Italia”; restando ai piccoli editori, la sintesi del discorso è questa: “siete indispensabili per il prezioso lavoro che fate, vi prego di restare aperti – perdendo migliaia di euro alla settimana, va da sè…-, anche se non avete pubblicità visto che praticamente tutti i commercianti sono chiusi. Non ti preoccupare, però…, poi ti presto i soldi, con gli interessi, per esserti indebitato.” In questi giorni, la ciliegina. Il commercialista mi chiama, che nonostante lo ami profondamente sto incominciando ad odiare appena vedo il nome sul display: “addebitiamo”? Io: Preeeeeego? “Massimo la normativa prevede un calo di fatturato almeno del 30% marzo 2019 marzo 2020. E tu non ci rientri.” Ovviamente, io, come chiunque altro, ho avuto i fatturati letteralmente azzerati per il Coronavirus. Semplicemente ho proceduto ad emettere tutta una serie di fatture, che probabilmemte incasserò fra mesi e mesi, che sapevo non poter incassare all’istante, in particolare quelle verso le pubbliche amministrazioni conoscendo le tempistiche di burocrazia. E magari, cercare di fare in pò di pressing per incassare qualcosa. Insomma, tentativi di sopravvivenza. Anche nella considerazione, uno dei motivi perchè non avevo avuto fretta di fatturare…, d’esser esentato dall’iva il 16 del mese dopo. E invece, no. Per il Governo, questo significa che le cose mi sono andate bene. Io mi domando: ma ci vuole un premio Nobel all’economia per sapere che probabilmente tranne supermercati, farmacie e tabacchi non ci sia UNA AZIENDA UNA, che non abbia avuto un tracollo delle entrate? Basterebbe andare all’angolo dalla putia ra Za Pippina per capirlo. Ma da quale scienziati si fanno suggerire? Gente che non ha neanche lontamente idea del mondo del lavoro…,la verità è che nella migliore delle ipotesi questi Signori sono dei dilettanti allo sbaraglio. Nella peggiore degli incapaci.

Massimo Marino

Presidente di Telesud