Uno scampanio gioioso per accogliere una nuova vita.

Ogni bambino che nascerà sull’isola di Pantelleria – o sulla terra ferma – sarà accolto dal suono delle campane della chiesa madre dell’isola. L’idea è stata suggerita da Giuseppe La Francesca, un pantesco che ha scritto al Vescovo, Domenico Mogavero: «un gesto seppur semplice allo stesso tempo rivoluzionario ma che, sono sicuro, contaminerà con un sorriso la comunità isolana. Vuole essere anche un segno di accoglienza e di vicinanza alle famiglie, in un periodo in cui gli auguri e le congratulazioni si inviano in maniera “fredda” via telefono», ha scritto La Francesca al Vescovo. Il presule si è detto d’accordo e ne ha parlato coi Padri Missionari del Preziosissimo Sangue, che animano la comunità pantesca. «È un’iniziativa significativa: se altrove le nascite sono un evento ordinario, a Pantelleria no; e allora è bello festeggiarle con uno scampanio gioioso», ha detto monsignor Mogavero. Sull’isola di Pantelleria è stato chiuso il punto nascita dell’ospedale “Bernardo Nagar” e, così, le mamme giunte alla 37esima settimana devono recarsi sulla terra ferma (a proprie spese in attesa di rimborso della Regione) per partorire. È accaduto nel marzo scorso. Una gestante si è dovuta trasferire a Trapani il 12 marzo, è entrata in ospedale il 28 marzo, per partorire, da sola a causa dell’isolamento per il contenimento del Coronavirus. Nei giorni scorsi s’è registrata la protesta del sindaco Vincenzo Campo e del presidente del consiglio Erik Vallini, che si erano attendati davanti all’ospedale chiedendo al direttore generale dell’ASP, Fabio Damiani, e all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, la riapertura del punto nascita in deroga al piano sanitario regionale. A nulla, però, sono valse lettere, proteste, petizioni popolari, gli appelli del Comitato delle mamme. A maggio sono previste altre otto nascite, un vero record per l’isola che conta 7.500 abitanti. Due parti avverranno sulla terraferma per esigenze mediche, gli altri sei potrebbero benissimo essere seguiti al Nagar dove ci sarebbero ancora tutte le condizioni, poiché il punto nascite ha funzionato con personale e apparati diagnostici e di emergenza e urgenza, in deroga al piano sanitario regionale, fino alla fine di gennaio scorso. Poi, indipendentemente dall’emergenza coronavirus, il punto è stato chiuso.