Quando a Trapani c’era il Teatro

Il teatro, danneggiato dai bombardamenti del 1943, venne successivamente demolito. Al suo posto sorse il palazzo della Banca d'Italia. Ma in città resta ancora qualcosa di quel glorioso teatro, che i trapanesi chiamavano la "Bomboniera"...

di Mario Torrente

C’è stato un tempo in cui Trapani ha avuto un suo teatro. Un vero teatro, capace di ospitare un pubblico di 700 persone. Si trovava a piazza Scarlatti, nel punto dove oggi sorge la Banca d’Italia. Era l’originario “Real Teatro Ferdinando”, in onore del re Borbone, che con l’unità d’Italia venne ribattezzato “Teatro Garibaldi”. Un cambio di nome che ebbero tante strade e zone. I lavori per la sua realizzazione partirono il 13 febbraio 1843 e si conclusero nel 1849, anno in cui venne inaugurato con la rappresentazione della norma di Bellini. Per quasi un secolo è stato il cuore pulsante dell’attività culturale della città. Nel suo palco si esibì anche il famoso tenore italiano Enrico Caruso. Quel teatro era un autentico gioiellino, tanto che veniva chiamato “La bomboniera”: aveva un’acustica considerata tra le più apprezzate in Italia ed i suoi interni erano molto eleganti, con poltrone in velluto rosso e gallerie con tanto di palco reale al centro delle prima fila. Nel soffitto erano poi dipinti famosi musicisti come Rossini, Bellini e Verdi. Un vero e proprio fiore all’occhiello della città, che fu voluto con forza dai trapanesi, che si autotassarono lanciando una sottoscrizione per raccogliere i fondi necessari per realizzare l’opera. Fecero a gara, ognuno per le proprie disponibilità. Altre generazioni di trapanesi. Quelle che vennero dopo fecero scelte ben diverse. E piuttosto che recuperare il teatro della città, dopo i danni subiti durante la seconda guerra mondiale, lo fecero demolire.

Il teatro venne infatti colpito nei bombardamenti del 6 aprile 1943. Ma nonostante quella pioggia di bombe, che rase al suo l’intero quartiere del Casalicchio, il “Garibaldi” rimase in piedi. Danneggiato, ma ancora lì. Sicuramente recuperabile. Nel 1946 il Consiglio comunale decise però di vendere l’area. Il teatro venne così demolito. Al suo posto sorse l’attuale palazzo della Banca d’Italia. Da allora Trapani non ebbe più un vero teatro. Di quel gioiello che fu il “Real Ferdinando” prima ed il “Garibaldi” dopo non restò più nulla, se non le foto d’epoca, come quelle che Tonino Perrera ci ha gentilmente messo a disposizione dal suo archivio. Oltre agli scatti in bianco e nero sono sopravvissute due delle sei colonne che facevano parte del porticato, che tra l’altro furono donate dal Comune di Trapani. Fu l’unico contributo che arrivò dal pubblico. Nemmeno re Ferdinando volle sostenere l’opera, che fu finanziata dai quei trapanesi che vollero con forza un teatro degno di questo nome.

Le due uniche colonne arrivate ai giorni nostri per decenni sono state lasciate in condizioni di abbandono nelle villa Pepoli davanti l’ingresso della Basilica della Madonna di Trapani. Solo di recente sono state valorizzate per come meritano, andando a fare parte del monumento in memoria delle vittime dei bombardamenti della seconda guerra mondiale realizzato nel 2016 in via XXX Gennaio. Le due colonne, con i meravigliosi capitelli, sono tutto ciò che resta del glorioso teatro “Garibaldi”. Due autentici cimeli che di recente, per iniziativa di un gruppo di cittadini con in testa Ignazio Aversa, sono tornati dalle parti dell’antico quartiere del “Casalicchio” per ricordare gli orrori della guerra ed il sangue versato dai trapanesi che morirono tra le macerie della città devastata dalle bombe. Il monumento è stato fortemente voluto da diversi cittadini e associazioni, a partire dalla associazione nazionale vittime civili di guerra, che lo hanno eretto a proprie spese. C’è anche la tabella dove viene riportata la motivazione che portò, negli anni Sessanta, al conferimento della medaglia d’oro al valore civile alla città di Trapani. Ma la targa è completamente avvolta dalla vegetazione, mentre è del tutto coperto dall’erbaccia l’elenco di chi ha contributo a realizzare l’opera. Insomma, un po’ di decoro, pulendo l’aiuola non guasterebbe. Considerato che si tratta di monumento alla memoria in ricordo delle vittime dei bombardamenti. L’idea fu lanciata negli anni Novanta da Michele Megale, che raccolse le prime somme. Per realizzare l’opera venne anche costituito un Comitato presieduto dall’allora prefetto Leopoldo Falco. Il progetto, realizzato dall’architetto Pietro Maltese, passò dalla firma di un protocollo d’intesa col sindaco Vito Damiano. Fu quindi avviata una raccolta fondi a cui aderirono diversi cittadini, associazioni, istituti di credito ed in cui confluirono le prime somme raccolte da Megale nel 1992. Alle fine, una volta reperite le risorse necessarie, partiti i lavori ed ultimato il tutto, il monumento venne consegnato al Comune di Trapani. A memoria di quei bombardamenti che sventrarono il centro storico della città. Cambiandone per sempre il volto e l’identità. Da quel 6 aprile del 1943 Trapani non è stata più la stessa.

GUARDA IL SERVIZIO CON LE FOTO D’EPOCA DEL TEATRO GARIBALDI E CON LE IMMAGINI DEL MONUMENTO IN RICORDO DELLE VITTIME DEI BOMBARDAMENTI DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE.

(Si ringrazia Tonino Perrera per le foto storiche del Teatro Garibaldi messe a disposizione della redazione di Telesud)