La consegna delle chiavi alla sindaca Daniela Toscano da parte del presidente dell'associazione il "Bajuolo" Maurizio La Sala.

Pubblichiamo di seguito il documento dell’associazione il “Bajuolo”, firmato da 72 operatori economiche di Erice, sul grave momento di difficoltà per le attività economiche a causa dell’emergenza coronavirus. Il documento contiene anche una serie di richieste avanzate dai titolati di negozi, bar, ristoranti ed alberghi ed è stato consegnato oggi al prefetto di Trapani Ricciardi nell’ambito della mobilitazione “Risorgiamo Italia” che ha visto anche gli imprenditori ericini spegnere le luci delle loro attività e consegnare le chiavi al sindaco Toscano.

L’associazione il Bajuolo di Erice rappresenta 72 aziende, operanti nei settori della ristorazione, alberghiero, commerciale ed artigianale, che negli  ultimi 7 anni hanno collaborato con le Amministrazioni locali per la realizzazione di eventi socio/culturali, iniziative volte alla promozione turistica di Erice ed allo sviluppo dell’economia locale.

In questo difficile momento di crisi, in cui tutte le attività economiche soffrono a causa dell’emergenza epidemica, la suddetta associazione si propone di rappresentare il grave disagio, vissuto dalle categorie su menzionate, non solo aderendo alla manifestazione “risorgiamo Italia” ma anche chiedendo con forza all’Amministrazione locale di adoperarsi per la stesura di un piano economico “coraggioso” ed adeguato alle esigenze di tutti gli operatori, facendosi anche portavoce con il Governo Regionale.

Erice, come è risaputo, vive esclusivamente di turismo e rischia – più di ogni altro comune della provincia – di non riuscire a rialzarsi dopo questa grave crisi economica: la chiusura, da oltre due mesi, di tutte le attività ricettive, il dover comunque sostenere ingenti spese legate agli affitti ed ai tributi, gli imminenti investimenti da dover affrontare per gli adeguamenti alle norme “anti-covid19” e le previsioni circa un turismo esclusivamente locale, hanno messo gli operatori del settore turistico con le spalle al muro.

I ristoratori ed i bar ericini vedranno dimezzati i posti a sedere nei loro locali, per la maggior parte già di piccole dimensioni, saranno costretti a licenziare una parte del personale e dovranno affrontare nuove spese relative alla sanificazione dei locali ed alle modifiche degli stessi (dovute, ad esempio, all’istallazione di pannelli in plexiglass sui tavoli ed alla cassa) facendo i conti con un regolamento comunale che limita l’ampliamento del suolo pubblico e che probabilmente impedirà alle attività di estendere la propria area di ristoro all’aperto.

Gli artigiani ed i commercianti, inoltre, saranno costretti ad adottare nuove misure di sicurezza che li costringeranno a sanificare la merce esposta fuori, quella provata o forse, addirittura anche quella toccata dai clienti e, date le ridotte dimensioni di molti dei locali ericini, si vedranno costretti a regolare gli ingressi dei clienti permettendone addirittura uno per volta.

Gli albergatori obbligatoriamente, dopo ogni pernottamento, dovranno adottare ulteriori misure di sicurezza sanificando, oltre le stanze, anche la biancheria ed i bagagli; dovranno gestire i check-in, i check-out e la condivisione degli spazi comuni in sicurezza, secondo le nuove norme ed acquisire maggiori informazioni sui clienti, attraverso nuove procedure per le eventuali, successive comunicazioni, agli enti preposti, di casi positivi transitati dalla struttura.

Tutte le attività, inoltre, dovranno modificare i piani di sicurezza dei propri locali e formare adeguatamente il personale assunto in relazione alle nuove norme.

L’adeguamento alla normativa “anticovid19”, dunque, sommato ai mesi di inattività causeranno un’ascesa della curva che già oggi sta registrando una grave crisi economica e costringeranno tutti gli operatori del settore turistico di Erice ad uno stato di grave emergenza.

L’associazione chiede, dunque, di intervenire con urgenza, bisogna muoversi affinché si adottino misure economiche concrete a favore di tutti i settori a rischio ed, inoltre, riscrivere e riqualificare l’offerta turistica tenendo conto delle variazioni dei flussi e della fine del turismo di massa.

Appellandosi all’Amministrazione Comunale, l’Associane Il Bajuolo di Erice chiede una risposta immediata alle esigenze degli operatori, un aiuto concreto e reale che non può essere limitato ad una sospensione o lieve riduzione di alcuni tributi comunali; questi ultimi almeno per l’anno in corso vanno aboliti e là dove ciò non sia possibile, applicati al minimo. Inoltre, è necessario garantire maggiore spazio all’aperto per lo svolgimento di ogni attività turistiche.

Inoltre, considerato che il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’infezione da corona virus, si chiede che vengano attuate tutte le procedure utili ad attivare una deroga al patto di stabilità, a richiedere un risarcimento dei danni subiti dagli operatori ericini a causa dell’emergenza epidemiologia, nonché un indennizzo per le spese di riavvio delle attività (sanificazioni obbligatorie, formazione dei dipendenti, aggiornamenti dei piani di sicurezza…).

In fine, è superfluo dire che il turismo è in ginocchio, l’attività turistica è nulla e lo scenario realistico prevede la ripartenza nel 2021, ma per questo è assolutamente necessario programmare una nuova offerta turistica sulla base dei notevoli cambiamenti previsti nel settore.

Rispetto a tale esigenza, tutti gli associati sono “pronti ad investire” promuovendo offerte e pacchetti turistici adeguati ai nuovi flussi ed alle nuove esigenze, e per tanto chiedono all’Amministrazione Comunale di farsi carico delle spese relative all’avvio di una piattaforma di viaggi utile, oggi più che mai, alla vendita on line BtoB che permetterebbe agli operatori di verificare immediatamente il catalogo e le disponibilità, per offrire i migliori pacchetti ai clienti.

L’Associazione il Bajuolo di Erice, in definitiva, desidera un confronto diretto ed immediato con l’Amministrazione Comunale ed una proficua e coraggiosa collaborazione che miri al “Risorgimento” dell’economia locale.

Il presidente dell’associazione il “Bajuolo”
Maurizio LaSala

GUARDA IL VIDEO “ERICE SI SPEGNE” CON GLI OPERATORI ECONOMICI CHE SPENGONO LE LUCI DELLE LORO ATTIVITA’ PER L’ULTIMA VOLTA