Le perplessità del gruppo “Orgoglio Sanvitese”

«È stata chiusa la procedura relativa al progetto della Società Marina Bay S.p.A.». Parola del sindaco di San Vito Lo Capo, Giuseppe Peraino, pronunciata nel corso del  Consiglio Comunale del 21 aprile. Il sindaco ha spiegato all’aula che il 27 marzo scorso, con una nota inviata dal Comune alla Società Marina Bay, all’assessorato regionale Territorio ed Ambiente e a tutti i soggetti istituzionali invitati alla Conferenza di Servizi, era stata comunicata la «conclusione dei lavori per la mancata produzione di documentazione ritenuta essenziale». Oggi però il gruppo consiliare “Orgoglio Sanvitese” in un comunicato ufficiale, a firma del consigliere Gaspare Scola, ritiene che la vicenda non sia affatto conclusa. Permangono i timori per una potenziale cementificazione dell’area portuale, che la società trapanese Marina bay vorrebbe realizzare. Il progetto che Peraino dà per morto, sarebbe «più vivo che mai – secondo Scola e il suo gruppo – perché la procedura adottata dal Sindaco è di dubbia legittimità». Secondo il gruppo consiliare, che afferma di aver letto con attenzione tutta la documentazione relativa, il Sindaco ha agito per lo più da solo, o assieme alla sua Giunta, su un progetto in itinere e questo viene ritenuto illegittimo. Sul piano più politico Peraino viene accusato di avere organizzato delle riunioni al Comune con Marina bay senza il coinvolgimento della città e del Consiglio comunale e soprattutto in assenza dell’organo principale tenuto a pronunciarsi: l’Ufficio tecnico. Eppure Peraino oltre alle dichiarazioni in consiglio ha pronunciato, anzi, ha scritto parole molto nette in un comunicato dello scorso 23 aprile in cui dice che l’amministrazione «contraria a qualsiasi forma di cementificazione selvaggia… ha messo una pietra tombale su un progetto ritenuto fin dal primo istante un obbrobrio per il nostro territorio». Non basta al gruppo Orgoglio sanvitese questa netta presa di posizione in cui si afferma che il progetto di Marina Bay avrebbe stravolto l’ecosistema ambientale, l’aspetto urbanistico ed antropico del porto. Ma è sulla presentazione di un nuovo progetto che Scola punta l’attenzione affermando che non c’erano termini, né perentori, né dilatori, per la presentazione, appunto, di un nuovo progetto: ergo la pratica sarebbe ancora aperta. Il gruppo di opposizione teme che il Comune potrebbe essere tagliato fuori e quindi potrebbe essere la Regione ad avere l’ultima parola e la società potrebbe prendersi l’area, tutta demaniale, su cui elaborare un nuovo progetto. Il gruppo afferma che ci sono tante cose che non quadrano e annuncia il possibile invio di tutta la documentazione alla procura della Repubblica.