Stanziati fondi nella Finanziaria regionale approvata nei giorni scorsi.

Dalla Regione arrivano le risorse economiche  per “alleviare” le difficoltà e i disagi di chi è costretta a trasferirsi dall’isola in cui vive alla terraferma per partorire. E’ stato rifinanziato, nella legge di bilancio approvato dall’Ars nei giorni scorsi,  il contributo per le partorienti delle Isole con un emendamento presentato dall’assessore all’economia, Gaetano Armao, di concerto con il Presidente Musumeci e l’assessore alla salute, Razza. Stanziati complessivamente 900 mila euro. Ogni gestante potrà ricevere fino ad un massimo di 3 mila euro.

A Pantelleria, il punto nascite dell’ospedale Nagar ha chiuso i battenti lo scorso 2 marzo poiché non è stata rinnovata la deroga che garantiva l’attività del reparto. Una situazione che andava avanti di deroga in deroga dal 2015, quando, a seguito  di  un decreto ministeriale  sul ridimensionamento della rete ospedaliera, a cui la Sicilia si è dovuta allineare, è stata disposta la chiusura dei punti nascita nei nosocomi con meno di 500 parti all’anno.

Tante, negli anni, le battaglie per chiederne la riapertura portate avanti da amministratori e cittadini, tra raccolta firme, manifestazioni di protesta e ricorsi al Tar della Regione. Eppure, questa volta, una nuova deroga non c’è stata. A nulla sono valsi gli appelli, anche in funzione del particolare periodo di emergenza sanitaria che stiamo vivendo, in cui Pantelleria, fortunatamente, non ha registrato, alcun caso di infezione dal virus Sars-Cov2.

Se da un lato, dunque,  le gestanti  pantesche devono trasferirsi a Trapani o a Palermo dalla 37esima settimana- e questo significa prendere in affitto un appartamento in attesa del parto e stare lontane dai familiari-, dall’altro, potranno contare su un contributo economico per far fronte  alle spese.

In ogni caso, ogni nuovo nato verrà accolto dalle campane della Chiesa Madre. L’iniziativa, lanciata da un cittadino e approvata dal vescovo della Diocesi, monsignor Domenico Mogavero, è un modo per accogliere in maniera gioiosa una nuova vita in un periodo molto difficile, sotto vari punti di vista, come quello che stiamo vivendo.