Misure straordinarie per la ripresa del settore lapideo siciliano. Interventi urgenti e concreti per mettere le imprese nelle condizioni di operare e recuperare, auspicabilmente in tempi brevi, il terreno perduto a causa del blocco imposto dalla pandemia. A lanciare l’appello al governo regionale è il presidente della sezione Marmo di Sicindustria Trapani, Giovanni Castiglione, che ha evidenziato come gli effetti della sospensione dell’attività si protrarranno ben oltre il periodo di fermo e continueranno a pesare come un macigno sui bilanci delle aziende per tutto il 2021, in particolare per le ricadute che si avranno sull’andamento dell’export. Come è noto, l’estrazione e la lavorazione del marmo costituisce uno dei settori trainanti dell’economia regionale che, nella provincia di Trapani, esprime numeri importanti, sia in termini occupazionali, che per quanto riguarda l’export, a cui è destinato circa il 90% del materiale cavato. Ma oggi le preoccupazioni sono davvero tante”.

Da qui le richieste al governo guidato da Nello Musumeci, a partire dall’l’esenzione per il 2020 dai canoni di concessione e non un semplice rinvio del pagamento, perché non farebbe altro che aggravare il problema e rimandarlo ad un momento successivo.

C’è poi il capitolo Bonus affitti. Così come il governo nazionale ha previsto per il settore del commercio, per Castiglione sarebbe auspicabile un intervento da parte del governo regionale che preveda un abbattimento degli affitti corrisposti dalle imprese per le aree strumentali alla propria attività, del 50% sotto forma di credito d’imposta.

Il presidente della sezione marmo di Sicindustria si è poi soffermato sul sostegno agli investimenti. C’è bisogno di innovare le imprese, modernizzandole e rendendole tecnologicamente avanzate per accrescere la competitività e la sostenibilità. Ma questi investimenti, come ha rimarcato Giovanni Castiglione, richiedono un impegno economico molto importante sul quale il settore vuole scommettere e per i quali non chiede finanziamenti a fondo perduto, ma un sostegno del 50% degli investimenti effettuati, sotto forma di credito d’imposta.

C’è infine il nodo dell’accesso al credito, con la richiesta che l’Irfis si renda disponibile a erogare nuova finanza, sotto forma di prestito a tasso agevolato, con una procedura automatica di valutazione, basata esclusivamente sulla consultazione delle banche dati Crif e centrale rischi di Banca d’Italia e che preveda la concessione di prestiti, in proporzione al fatturato delle aziende richiedenti, per tutte le imprese che non abbiano posizioni a sofferenza verso il sistema creditizio.