Fra passato e presente, l’emozione di Vincenzo Garraffa, presidente di una squadra che raggiunse un traguardo memorabile.

Sono passati circa quarant’anni dal giorno in cui, ispirandomi al celebre “I have a dream!”, raccolsi dalle ceneri della retrocessione in Serie C2 l’associazione sportiva Cestistica Edera Trapani, in ciò supportato dal coinvolgimento e dalla preziosa collaborazione solo di due amici, Salvatore Mazzara (vice presidente) e Nino Fodale (direttore sportivo).
Ad oggi, 16 maggio 2020, sono passati esattamente trent’anni dal giorno della conquista della storica promozione in serie A di quella società, rinominata Pallacanestro Trapani all’indomani dell’acquisizione nel 1981 per il desiderio di dedicare alla mia piccola e splendida Trapani la rappresentazione sportiva della quale andare orgogliosamente fieri.
In quei dieci anni quella Pallacanestro Trapani crebbe giorno dopo giorno, grazie al quotidiano impegno, ai sacrifici ed alla costante applicazione dei suoi dirigenti che, nella scelta di uomini veri (atleti, tecnici e collaboratori), seppero assemblare e cementare in particolare un gruppo monolitico di splendidi atleti, dirigenti che si sobbarcarono anche l’onere di costruire il mitico Palagranata (primo palazzetto dello sport omologato in Sicilia per la serie A di basket) realizzando un rapporto con la città ed incendiando i cuori degli sportivi granata che di promozione in promozione coinvolse gli appassionati di basket dell’intera Sicilia.
Quell’incendio sembrava essersi spento nel tempo e nell’oblio di ricordi sempre più sbiaditi ma è stata sufficiente una pregevole iniziativa della LNP (Lega Nazionale Pallacanestro) presieduta dal trapanese Pietro Basciano – la “SfidaleggendeLNP” – per far riaccendere attorno al simbolo di quella Pallacanestro Trapani, Francesco (Ciccio) Mannella il fuoco della passione che evidentemente ancora, sia pure debolmente, covava sotto la cenere dei lunghi anni trascorsi nell’indifferenza e nel distacco dell’attuale basket dal suo passato e dalla sua storia.
Un incendio che, di sfida in sfida, continua a “sbampare” sempre più alto come dimostrano le oltre 4.500 preferenze di Francesco Mannella, che di sfida in sfida, è giunto alla semifinale, un incendio che ha riacceso entusiasmi sopiti ed ha riuniti in un “tutti per Ciccio e Ciccio per tutti” dalle alpi alle piramidi tutti quei magnifici atleti che hanno vestito con Ciccio la magica maglia granata e quanti, a qualsiasi titolo, hanno fatto parte della storia di quella Pallacanestro Trapani.
Francesco “Ciccio” Mannella, uno dei migliori playmaker della storia del basket italiano (a dispetto dei suoi 164.5 centimetri di altezza) non rappresenta solo il simbolo più amato di quella Pallacanestro Trapani, è da considerare come il più degno rappresentante del basket siciliano, come lo sportivo più acclamato a rappresentare la nostra Trapani e la nostra Sicilia, terra nella quale, giunto nel 1982, dopo aver appeso la maglietta al pennone più alto del Palagranata si è radicato anche come uomo e come lavoratore, dove ha messo su famiglia e dove vive quasi felicemente soltanto sul piano umano.
E la sfida delle leggende del basket continua opponendolo in semifinale ad una vera leggenda del basket italiano ed internazionale ma chi ha la fortuna di nascere dotato del DNA della vittoria va incontro alla sfida con la consapevolezza che vuol battersi solo per la vittoria.
I have a dream…ma talvolta i sogni possono anche realizzare veri e propri miracoli!
Quel sogno allora non è svanito all’alba ed il miracolo di quella Pallacanestro Trapani, costruito quotidianamente con passione, sacrifici e costante applicazione, incendia i cuori di tutti noi ancora a distanza di circa quarant’anni.

Vincenzo Garraffa