“Abbiamo saputo affrontare l’onda travolgente del coronavirus”. Così il manager palermitano lodava la sanità trapanese e regionale

di Nicola Baldarotta

Una persona affabile e assolutamente dedita al lavoro. Così lo definiscono in tanti, negli ambienti sanitari e amministrativi dell’ASP.
Fabio Damiani, direttore generale dell’ASP 9 di Trapani, è in carcere e su di lui pendono diversi capi di imputazione che vertono su ipotesi di corruttela che hanno gettato nello sconforto la sanità regionale, a maggior ragione visto il periodo di emergenza pandemica.

Da via Mazzini, sede dell’ASP di Trapani, al Paolo Borsellino di Marsala passando dal Sant’Antonio Abate e da tutte le altre strutture sanitarie del capoluogo il sentire comune è di grande sconforto e delusione: “Garantisti fino all’ultimo grado di giudizio – dicono alcuni amministrativi dell’ASP – Ma che delusione non poter avere fiducia nelle istituzioni”.

Nelle strutture sanitarie la delusione è maggiore: “Da ospedalieri ci siamo sentiti tutti Orfani ed in questo momento non è proprio giusto” recitano quasi all’unisono da Trapani a Marsala.

Un manager, a detta di tutti quelli che ci hanno lavorato accanto in questi mesi, che non lesinava energie e tempo alle questioni dell’ASP. Da palermitano, in questo periodo aveva pure preso casa in affitto a Trapani per poter dedicare ancora più tempo al lavoro, spesso soffermandosi con dirigenti e funzionari dell’ASP sino a notte fonda per pianficare e contrastare l’emergenza da Covid-19.

“Abbiamo lavorato bene – ha affermato fino a ieri sera ospite di un collegamento on line nella rubrica curata da Livio Marrocco – non ci aspettavamo quest’onda travolgente ma ci siamo preparati e l’abbiamo saputa affrontare”.

L’onda del coronavirus sì, quella della Guardia di Finanza ovviamente no.

Una mazzata, dunque, per chi opera nella sanità trapanese. Ora rimane da capire la tempistica per la nomina del commissario che prenderà il posto di Fabio Damiani.