Castellammare aderisce all’iniziativa “Palermo chiama Italia al balcone”

Il 24 maggio 1935 nasceva a Castellammare del Golfo Piersanti Mattarella, il 23 maggio 1992 la strage di Capaci: l’assassinio dei magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, con gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

La sera del 23 maggio il palazzo municipale di Castellammare del Golfo sarà illuminato con il tricolore ed il  Comune aderisce all’iniziativa “Palermo chiama Italia al balcone” della fondazione Falcone, con l’invito alla cittadinanza ad esporre fuori dai balconi della città un lenzuolo bianco o una bandiera tricolore e fermarsi in un flash mob sul balcone il 23 maggio poco prima delle ore 18. 

Su iniziativa dell’Inner Wheel Palermo Normanna, inoltre, alle 17,58, orario in cui avvenne la strage di Capaci, tutte le chiese di Castellammare del Golfo suoneranno contemporaneamente le campane

«Piersanti Mattarella e Giovanni Falcone sono legati da date, fatti ed esempi: hanno dato la vita per una società più equa e la crescita della nostra terra. Punti di riferimento civico e morale -dice il sindaco Nicolò Rizzo-. Circa sei mesi fa abbiamo intitolato al giudice Francesca Morvillo un centro diurno per disabili sorto in un bene confiscato alla mafia.  Con il premio legalità “Le carte in regola”, proprio il 24 maggio giorno della nascita di Piersanti a Castellammare 85 anni fa, si sarebbe dovuto concludere il percorso di recupero della sua memoria che abbiamo avviato il 6 gennaio per il quarantennale dell’assassinio con incontri e testimonianze, il concorso per le scuole “Il coraggio di un Presidente”, l’intitolazione dell’aula consiliare».

«Il covid 19 ha fermato le attività ma non la memoria e l’esempio di Piersanti Mattarella e di Giovanni Falcone che, dopo Piero Grasso, si occupò da giudice istruttore proprio dell’omicidio del presidente della regione siciliana. Iniziative solo rimandate perché,  per fare in modo in modo che le idee di Piersanti Mattarella, di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo o Paolo Borsellino,  possano davvero camminare sulle nostre gambe conclude il sindaco Nicolò Rizzo- occorre seguire con i fatti il loro esempio contro ogni forma di illegalità e sopruso della criminalità organizzata. Lavorando nell’interesse comune con lo  Stato presente e l’equa amministrazione  della giustizia, senza sconti per nessuno»