La vicenda del porto turistico di San Vito Lo Capo si arricchisce di un nuovo capitolo, ma questa volta a scriverlo è la società Marina Bay che stamani ha tenuto una conferenza stampa.

La società Marina Bay, che riunisce imprenditori del territorio trapanese, rompe il silenzio, sempre osservato, anche nei momenti di polemica più aspra con il comitato sanvitese contrario alla realizzazione del porto turistico. Due rappresentanti della società, il progettista ingegnere Pietro Inferrera, e l’avvocato Agatino Scaringi hanno tenuto stamani una conferenza stampa presso il Crystal Hotel. Marina Bay, hanno spiegato, non ha mai voluto imporre il suo progetto, anzi, l’intento era quello di condividerlo con la comunità di San Vito. Ma sia l’amministrazione Rizzo, sia l’amministrazione Peraino, dicono i rappresentanti della società, hanno sempre osservato un atteggiamento di chiusura. Rispetto alle ultime vicende Marina Bay Srl dice di aver «preso atto della decisione unilaterale dell’amministrazione comunale, e del sindaco Giuseppe Peraino, di ritenere e dichiarare conclusi i lavori della conferenza dei servizi per l’esame del masterplan progettuale relativo alla realizzazione dell’approdo turistico di San Vito Lo Capo». Riflette però la società trapanese che questa scelta «priva l’intera comunità sanvitese della possibilità di condividere l’evoluzione progettuale» attraverso «il massimo coinvolgimento e la massima trasparenza nella valutazione di merito». Marina Bay ricorda che con l’amministrazione Peraino in questa direzione era stato anche concordato, il 16 gennaio 2020 in un verbale d’intesa, nel quale la stessa società si impegnava a realizzare una opera condivisa da tutti apportando al masterplan, così come è stato fatto ed ha spiegato l’ing. Inferrera, radicali e sostanziali modifiche suggerite proprio dalla amministrazione comunale. Rispetto al vecchio progetto, per esempio, Marina Bay ha cassato dal corpo delle volumetri l’albergo, ha accolto l’idea di realizzare in legno banchine e pontili, ha accolto l’idea di non realizzare un parcheggio, ha scelto di rendere disponibili studi correntometrici e di estendere il Piano Regolatore all’intero porto, compresa la parte che rimarrà demaniale. Marina Bay contesta la decisione del sindaco Peraino di dichiarare “conclusa la conferenza dei servizi” benché abbia scelto di non proporre alcuna opposizione legale. Ha spiegato però l’avvocato Scaringi perché tale decisione unilaterale non avrebbe effetti giuridici e amministrativi. In primo luogo la conferenza dei servizi non è mai iniziata e di conseguenza alcun termine per la sua conclusione può essere decorso; in secondo luogo la dichiarazione unilaterale di “conclusione dei lavori” è stata prodotta dal Comune di San Vito Lo Capo il 27 marzo 2020, in piena pandemia, quando tutti i termini procedimentali erano già stati sospesi dal legislatore proprio in relazione all’emergenza sanitaria. Marina Bay ha affermato che già il 16 marzo 2020, con PEC, aveva comunicato di aver concluso la redazione del masterplan ma di aver intenzione di depositare tutta la documentazione relativa dopo la fine della emergenza sanitaria. Il 21 aprile al Comune di San Vito sono stati inviati a mezzo pec mail in formato elettronico: la relazione illustrativa, la planimetria generale, il masterplan in variante, la ricostruzione foto realistica e viste tridimensionali, l’inquadramento dello stato di fatto. Materiale che Marina Bay aveva chiesto venisse esaminato e apprezzato per una valutazione scevra da pregiudizi, in primo luogo dalla comunità e dagli operatori economici di San Vito Lo Capo, per tramite l’amministrazione comunale. Invece, proprio per la scelta unilaterale del Comune di San Vito, di considerare chiusa la conferenza dei servizi, l’ultimo atto di Marina Bay, rispetto a questa vicenda del porto è stato l’invio di una diffidata all’amministrazione Peraini dall’utilizzare, diffondere e rendere pubblica la documentazione progettuale del cui diritto di proprietà intellettuale è esclusiva titolare la società trapanese