Trapani tenta un timido ritorno alla normalità anche la sera. Locali non affollati tra sguardi smarriti e voglia di contatto.

Ieri è cominciato il primo week end dopo la riapertura del 18 maggio. Aumentano gli esercizi che hanno ripreso l’attività e aumentano anche gli avventori.
Non è stato, certamente, il venerdì più affollato della storia della movida trapanese, ma qualcosa ha ripreso a muoversi. Un buon numero di esercizi sono tornati al lavoro e la clientela, seppur non con numeri record, ha ripreso a popolare le vie del centro storico. Va subito sottolineato che, almeno ieri sera, a Trapani non si sono registrati gravi casi di assembramento. In tanti indossavano la mascherina e, generalmente, i giovani hanno cercato di rispettare i dettami di distanziamento. Certamente la massiccia presenza delle forze dell’ordine, al pari dell’impegno dei gestori, ha fatto da deterrente, contribuendo a mantenere quasi sempre le giuste distanze. A risentirne è stata inevitabilmente l’atmosfera un po’ surreale che si è venuta a creare. Una sorta di clima sospeso, senza la musica sparata ad alti volumi a far da collante e senza l’euforia che, in genere, ne consegue. I volti si scrutavano, come nel tentativo di riconoscersi, dietro le mascherine, in attesa di un cenno che determinasse la qualità del saluto. Insomma, si. Stiamo provando a riprenderci la vita, anche se dovremo far pace con i dispositivi di protezione, anche se dovremo imparare ad evitare abbracci spontanei e sentiti. Non sarà semplice, soprattutto quando saliranno le presenze in strada. Ma, almeno al momento, non c’è altra via, se non vogliamo rischiare di ricadere nell’incubo di una nuova, e nefasta, chiusura totale.