di Nicola Augugliaro

Pericolosi assembramenti hanno caratterizzato il primo sabato del dopo ripartenza. Con buona pace di chi aveva sperato e scommesso nel buon senso individuale.

Ci avevamo sperato che a Trapani la gestione del dopo lock-down potesse essere un po’ più tranquilla che in tante altre città italiane, ma eravamo coscienti che si trattava più di un sogno che di una speranza concreta. Infatti Venerdì, quando abbiamo raccontato la prima serata del primo week end dopo la riapertura, in centro c’erano poche centinaia di persone. Poche centinaia in tutto il centro storico. Quindi il distanziamento tra gli individui era abbastanza semplice. Ieri sera, invece, c’erano alcune centinaia di persone per ogni strada, per ogni via. E spesso a prescindere dal fatto che nella via in questione fossero o meno presenti dei locali. Infatti si sono registrati assembramenti anche in piazza Scarlatti, o addirittura nei giardini antistanti la Questura. Per non parlare, poi, del già tanto commentato, ed incredibile per i numeri e la consistenza, assembramento che si è verificato nello spiazzale del Lazzaretto. Insomma ieri sera, al netto di moralismi e indignazioni più o meno fuori luogo, il problema del “come ripartire” si è evidenziato in tutta la sua complessità. Ci chiediamo: se in via Cuba si riversano 500 o 600 ragazzi contemporaneamente come si fa ad impedire o controllare l’assembramento? Considerazione, questa, che, ovviamente, vale per tutte le strade del nostro centro storico, piccole, e spesso suggestive proprio per questo. E non possiamo pretendere che siano i gestori dei locali a trasformarsi in controllori, ruolo che in nessun modo compete loro, se non per quanto riguarda l’interno dei loro stessi locali. Ma fuori, in strada, al di là di un invito bonario a star distanti cosa potrebbero fare? A tal proposito vogliamo inoltre sottolineare il senso civico della maggior parte dei gestori dei suddetti locali che, ravvisata l’oggettiva impossibilità di gestire la grande quantità di persone che si affollavano davanti i loro esercizi commerciali, hanno addirittura chiuso! Alcuni anche prima di mezzanotte. Altri non hanno proprio aperto! Con buona pace della necessità di ripartire con il lavoro che accomuna più o meno tutte queste piccole aziende. Ci si era affidati al buon senso individuale. Si era sperato che ognuno sapesse controllarsi nel rispetto della salute propria e degli altri. Ora sappiamo con certezza che la suddetta speranza era vana, e che, purtroppo, non sarà facile organizzare questa benedetta, e quanto mai necessaria, ripartenza. Come si fa a creare una sorta di turnazione per accedere in una via, e quindi in un locale? Su quali logiche ci si può basare? Pensiamo che il sindaco insieme ai suoi collaboratori avrà le sue brave gatte da pelare per dipanare la matassa, ma di una cosa siamo abbastanza certi, i gestori dei locali saranno i primi a collaborare fattivamente al piano che l’amministrazione riuscirà presto a mettere in campo. Presto, speriamo molto presto.