La lettera inviata ieri pomeriggio dai dipendenti del Trapani al sindaco Tranchida, nella quale si denuncia il mancato pagamento degli stipendi da cinque mesi, è un passaggio purtroppo atteso, ma che ci fa vergognare un po’ tutti. Non staremo qui a ricordare che dai microfoni della nostra emittente, fin da febbraio, avevamo denunciato la situazione e sollecitato il direttore generale Mangiarano a trovare una soluzione. Nè che su almeno un paio di altre testate la vicenda ha già trovato abbondante spazio. No. Il problema allora erano i giornali: un comunicato ad ogni rivolo di vento sgradito. Adesso che la frittata è fatta e che venti persone, probabilmente 20 famiglie, sono in serie difficoltà, non ci rimane, da trapanesi, che leccarci le ferite, e chiedere alla proprietà del club, e al suo intero consiglio di amministrazione, una risposta seria e concreta. Parlare di ritorno in campo dopo la pandemia, o di serie B salvata, di fronte a tanto scempio, per noi sarebbe una vergogna in più. Come sarebbe poco edificante entrare nel gioco delle strumentalizzazioni di quanto sta accadendo. Ci limitiamo a dire che dopo la sentenza del Tribunale di Roma, in cui si dovrebbe stabilire definitivamente di chi sia il Trapani, per la proprietà, qualunque essa sia,  pagare gli stipendi a queste persone deve essere il primo dovere morale e materiale. Altrimenti, da trapanesi, arrossiremo ancora di più. Dalla vergogna.