Angelo Catalano e il suo legale difensore

Le dichiarazioni dell’ex vicesindaco dopo l’archiviazione di un procedimento a suo carico.

di Nicola Baldarotta

“Non ho dichiarazioni da fare, nonostante tutto continuo ad essere fiducioso nell’operato (e non lo dico tanto per dire) degli inquirenti e dei giudici decidenti. Purtroppo continuo ad essere quello che ha patteggiato in un momento di sconforto nel quale non ho avuto altra soluzione se non quella di pensare alla mia famiglia e a rimettermi a lavorare. Dovevo farlo per ricominciare, ora però le cose vanno emergendo e la verità che mi riguarda verrà a galla in tutta la sua evidenza”.

Angelo Catalano, ex assessore ed ex vicesindaco di Erice con l’attuale sindaca Daniela Toscano, commenta amaramente il provvedimento di archiviazione dei reati di turbativa d’asta, abuso d’ufficio, peculato e irregolarità a lui ascritti per la vicenda che lo portò agli arresti domiciliari e per la quale ammise – patteggiando davanti ai giudici – la corruzione che gli veniva contestata. La giudice per l’udienza preliminare Caterina Brignone, su richiesta del PM Franco Belvisi, ha disposto l’archiviazione di questa vicenda dove l’ex assessore e vicesindaco era coinvolto assieme al dirigente comunale Pietro Pedone, anch’egli “archiviato” assieme a Catalano per le accuse che li vedevano accomunati, assieme ad altri due imprenditori, nella gestione illecita di alcuni appalti per la manutenzione dell’illuminazione pubblica nel territorio ericino.

La notizia è stata battuta ieri dalla testata on line TrapaniSì ma il procedimento di archiviazione risale allo scorso 14 febbraio. La richiesta di archiviazione risale addirittura all’aprile dell’anno scorso. Un anno circa di tempo per decidere.

Angelo Catalano sostiene di averla appresa anche lui dalla stampa, la notizia. E si lascia andare ad alcune considerazioni: “E’ tutto frutto di sensazioni e calunniose dichiarazioni di chi mi stava attorno. Purtroppo io sono sempre colui che ha patteggiato quindi che ha ammesso delle colpe che, però, dai fascicoli giudiziari si vede che non sono colpe; si vede che non ho commesso i fatti di cui mi accusano. Io aspetto cosa decide la Cassazione e il resto è aria fritta”.

Una domanda, anzi più di una, Catalano però se la pone.
Hanno deciso per l’archiviazione? Bene, hanno archiviato anche i due artigiani Pomara e Barraco e ora hanno archiviato Pedone. Fatemi capire, dunque, io mi corrompevo e facevo carte false a vantaggio di chi se poi non ricevevo nulla? Sono contento per come stanno andando le cose ma spero di dire ancora la mia in un dibattimento se mi concederanno di farlo. Sono amareggiato ma fiducioso del domani. Continuo a ricevere messaggi dalla gente e mi dicono “sappiamo chi sei”, va bene ma la vita mi è stata rovinata comunque. Non ce l’ho con chi fa il suo lavoro cercando reati, ma con chi per farsi strada o per vendetta mi ha buttato fango addosso”.