Fra le grandi novità, ci sarà quella di giocare a porte chiuse. Sopravvive una labile speranza  che con il trascorrere delle giornate si possa anche rientrare allo stadio, vedremo. Intanto, disputando sei delle dieci rimanenti gare al Provinciale, gli uomini di Castori dovranno riuscire a trasformare proprio quel rendimento interno che in questa stagione non è stato esaltante. Su 13 partite giocate in casa, infatti, il Trapani ne ha vinte appena 3, pareggiandone 5 e perdendone altrettante. Diciassette le reti realizzate, sempre fra le mura amiche, e 19 quelle subite, pur con il sostegno del pubblico. Insomma, fra i compiti del gruppo ci sarà quello di ritrovare feeling con il “sintetico” del Provinciale. C’era ancora l’erba naturale quando si giocò l’ultima volta a porte chiuse nel nostro stadio: era il 12 febbraio del 2008, il campionato era quello di Eccellenza, e il Trapani fece 4 gol al Mazara in un’atmosfera surreale, con Peppe Carbonaro, bomber dell’epoca, che dopo il primo gol andò ad esultare sotto i palazzi dietro la curva. La speranza è che queste immagini,  vecchie ormai di 12 anni, possano essere di buon auspicio per un ritorno all’eccellente rendimento casalingo  che lo scorso anno fu una chiave decisiva per la promozione. 
A proposito di cannonieri granata, non si può non rilevare come l’incidenza di Stefano Pettinari, quest’anno, sia stata enorme sulla prolificità offensiva complessiva: 14 reti personali dell’attaccante di origini romane sulle 31 complessive del Trapani costituiscono il 45 per cento del bottino di squadra. Numeri importantissimi che lo pongono al secondo posto della classifica marcatori della serie B, dietro al solo Iemmello del Perugia, che di gol ne ha realizzati 17, ma con ben 9 rigori. Mentre il nostro Pettinari, giova ricordarlo, di rigori non ne ha calciati neanche uno.