Parla il numero uno del cda del club, spiegando la situazione economica attuale a meno di due settimane dalla ripresa della serie B

Presidente Pino Pace, il Trapani è in evidenti difficoltà economiche con il socio unico Alivision che non può più intervenire con aumento di capitale. Esiste il pericolo che non ci sia la liquidità per terminare la stagione?
“Una premessa: un presidente di una squadra di calcio non è solo il rappresentante legale di un’azienda, ma ha il dovere di agire anche nell’interesse di chi non è azionista o proprietario, quindi anche le risposte che si danno ad un giornalista devono essere comprensibili ai tifosi: i veri proprietari morali di una squadra di calcio. Detto questo, io posso e devo rispondere del Trapani e non di Alivision. Questo non significa che non ci siano momenti di contatto tra controllata e controllante. Infatti, il confronto avviene al momento dell’approvazione del Bilancio nel corso dell’assemblea dei soci. Non posso però essere cieco o sordo rispetto a quello che accade attorno ad ognuno di noi, anche lei si è accorto che la sua vita (quella che ha conosciuto tutti i giorni fino a “ieri”) è cambiata. Così come è cambiata la vita di molte aziende che operano in determinati settori come quello di Alivision. Questa considerazione, oggi forse per alcuni banale, durante i confronti che abbiamo con il socio unico è imprescindibile. Non si può chiedere l’impossibile, siamo costretti a navigare a vista e sappiamo che non è facile.”
Cosa proporrà all’assemblea dei soci di oggi?
“Non posso proporre nulla, perché come CdA abbiamo approvato il Bilancio al 31.12.2019, le perdite sono state interamente ripianate con mezzi propri (quelli di Alivision e di nessun altro) e con riserve. In più il socio unico ha portato ad oltre 300.000 euro il capitale sociale. Questa assemblea è solo un passaggio tecnico”.
Lei ha in mente un ‘piano B’ che magari preveda un coinvolgimento di imprenditori del territorio?
“Io posso solo consigliare all’amico Fabio Petroni, rappresentante di Alivision, di credere ed investire nel Club, ma non posso imporre nulla”.
Il futuro del Trapani e la sua stessa sopravvivenza sono inscindibilmente legati alla salvezza sul campo?
 
“La salvezza sul campo, o meglio il mantenimento della categoria, non sono la condizione per la sopravvivenza. Abbiamo fatto quello che abbiamo potuto fare. A me interessa salvare il Trapani e farò di tutto per riuscire nell’impresa”.


Fabio Tartamella