I consiglieri comunali di Erice Carmela Daidone e Pino Agliastro hanno preso posizione sulle polemiche scoppiata nell’ultima seduta dell’assemblea della vetta e sull’elezione di Alessandro Barracco ha vicepresidente del consesso civico. Di seguito la loro nota.

Vi sono momenti  in cui far parte di un Consiglio Comunale crea situazioni a dir poco imbarazzanti e di assoluto disagio.  Quanto è accaduto ieri nell’aula consiliare del Comune di Erice è  una di quelle occasioni.

Pur non essendo stati coinvolti in prima persona, poiché usciti dall’aula ancor prima che la bagarre e il clima da corrida  della seduta  di ieri  prendesse il sopravvento sulle questioni meramente politiche, sentiamo di dover chiedere  scusa alla cittadinanza  per quanto accaduto e  del quale siamo stati inconsapevoli protagonisti.

A noi consiglieri del Partito democratico, grati  e onorati del consenso ricevuto dagli elettori che ci consente di calcare le superfici di  quelle aule grondanti di storia e degne del massimo rispetto, piace parlare solamente di politica e di servizio utile al  bene dei nostri amministrati.

La seduta di ieri , oltre ai noti fatti incresciosi, ha però dal punto di vista politico segnato a nostro parere un ulteriore passaggio a vuoto in quello che noi da sempre riteniamo un percorso di COERENZA, che andrebbe perseguito quotidianamente.

La candidatura del consigliere Barracco alla Vice Presidenza del Consiglio e la sua elezione, corroborata dal  voto unanime di componenti di maggioranza e opposizione, ci lascia completamente esterrefatti, per almeno un paio di ordine di ragioni

 La prima  è quella per la quale non si comprendono i motivi per cui il consigliere Barracco, sulla cui persona non avremmo nulla da eccepire sul piano morale e professionale, decida di candidarsi ed essere eletto con i voti di quella maggioranza apostrofata da lui stesso solo tre mesi fa, all’indomani dell’elezione del Presidente Nacci,  su un noto giornale locale “fragile come una marmellata, in cui il gioco del poltronificio  sarebbe degno della migliore  Prima Repubblica” 

Sarà rimasto anche lui vittima di un contagio post pandemia?  Oppure quando si tratta di cariche istituzionali e personali da ricoprire la coerenza diventa un optional cui risulta faticoso rinunciare?

La seconda ragione, che motiva anche il nostro voto di astensione, è quella dei partner di governo della città che,  a dispetto dell’utile percorso intrapreso dalla prima cittadina per ricomporre i pezzi di una maggioranza in difficoltà, pur di provocare ulteriori motivi di dissenso al proprio interno, decidono di votare un componente dell’opposizione consiliare. Un atteggiamento di apertura verso la minoranza che non prevede alcun progetto politico comune per il futuro.

Noi scegliamo ancora una volta la linea della coerenza e, pur non essendo disponibili a insalate, accordi sottobanco, alleanze trasversali, rimaniamo sempre speranzosi che il nostro fine ultimo, quello del rispetto del programma elettorale e non quello relativo alle ambizioni personali, possa e debba rimanere  l’unica via maestra percorribile.   

                                                                                                         I Consiglieri comunali  PD

Antonio Pino Agliastro

 Carmela Daidone