Luca Palamara è stato espulso dall’Associazione Nazionale Magistrati dopo averla addirittura presieduta, diventandone una delle figure più potenti, finito poi nel ciclone dell’inchiesta giudiziaria di Perugia per lo scandalo delle nomine al CSM di amici e colleghi. “Gravi e reiterate violazioni del codice etico” hanno detto i Proibiviri. Lui, invece, si difende contrattacando che “non farà il capo espriatorio” minacciando “di fare i nomi”. Ovviamente di altri colleghi adusi a tramare per le nomime di peso soprattutto in Procure importanti del Paese. Infatti, come le intercettazioni dimostrano ampiamente, “il mercato delle vacche” riguardava, in particolare, i ruoli di procuratore: Roma, Firenze, Perugia, Torino, Palermo…, tutte importantissime e, per ovvi motivi, sulle prime pagine dei giornali visto le indagini che fisiologicamente questi uffici trattano, o possono trattare…, ogni giorno. Raramente si tramava per ruoli diversi, anche meglio retribuiti o più “alti in grado”. Ed il motivo è molto semplice: oggi sono le Procure della Repubblica i veri centri di potere, diventate un “Quarto Potere”. Convinzione che chi scrive sottolinea da anni, con tutto ciò che ne consegue in mascariamento per le “figure” oggetto delle nostre considerazioni…, ma che ora viene ammessa anche da Sabino Cassese, uno fra i massimi accademici e giuristi del Paese, universalmente riconosciuto tale. Il Giudice emerito della Corte Costituzionale nel corso di una intervista a Radio Radicale ha detto  «penso che le procure siano diventate un quarto potere totalmente separato persino dall’ordine giudiaziario” che  si esercita fondamentalmente al di fuori del processo “con un procedura che gli inglesi chiamano “naming-shaming”, cioè pubblicare dati privati dei cittadini per additarla al pubblico ludibrio”; consumando, quindi, questa specie di potere sanzionatorio mediante un rapporto diretto con l’opinione pubblica anche grazie ai temi che l’accusa utilizza. ” Praticamente vi sono delle persone che sono condannate mediante questo processo senza contraddittorio ed un vero e proprio giudizio», conclude il professore. A qualcuno queste parole fanno rinvenire alcuni esempi locali negli ultimi anni con certi PM ed i soliti cialtroni a riportare, ossequiosamente scodinzolando, su clamorose inchieste gettate in pasto “al pubblico ludibrio”? Superfluo dire che il buon Palamara è stato spesso anche dalle nostre parti per ridicole partitelle della legalità con i soliti cerchi magici; in particolare a Castelvetrano, terra dell’inafferabile primula rossa. Nome, quello di Matteo Messina Denaro, che è sempre una garanzia quando c’è da fare passerella per i propri tornaconti…,ed infatti i conti, ed i nomi, tornano sempre: Silvana Saguto, Antonio Ingroia, Roberto Helg, Rosy Canale, associazioni antiracket farlocche…, ultimamente Antonino Candela, Luca Palamara e tanti altri. Posizioni diverse ma tutti assieme appassionatamente in prima fila invitati alla bisogna c ome superstar antimafia per una legalità cialtrona ma utilissima ai loro loschi traffici, come tante inchieste giudiziarie ci hanno raccontato negli anni.

Massimo Marino
Presidente di Telesud